Lorenzo Falcioni, da febbraio alla guida di Cia Romagna, membro del Consiglio direttivo regionale, è stato eletto vice presidente vicario di Cia – Agricoltori Italiani Emilia Romagna. L’altro vicepresidente è Alberto Notari, presidente di Cia Emilia Centro. Ricordiamo che dal 23 marzo 2026 alla presidenza di Cia Emilia Romagna c’è Lorenzo Catellani.
Del Consiglio direttivo di Cia regionale fanno parte anche i romagnoli: Conti Celestina, Dosi Antonio, Folli Stefano, Francia Stefano, Graziani Andrea, Liverani Pierino, Malavolti Stefania, Misirocchi Danilo, Pagliarani Matteo, Pedini Oretta, Peruzzi Debora, Ricci Maccarini Giorgio, Signani Wiliam, Tedaldi Romina, Vitali Stefano, Zinzani Marco.
Il credito d’imposta del 20% sul gasolio agricolo, varato oggi dal Consiglio dei Ministri, rappresenta una misura utile che accoglie le richieste avanzate da Cia-Agricoltori Italiani per fronteggiare l’aumento eccezionale dei costi energetici e le difficoltà conseguenti che, con lungimiranza, la Confederazione aveva compreso sin dai primi giorni del conflitto, proponendo la misura nelle sedi istituzionali attraverso un emendamento al Dl Bollette del 20 febbraio.
“Si tratta, tuttavia, di un primo passo – sottolinea Lorenzo Falcioni, presidente di Cia Romagna: “La misura è contemplata per il mese di marzo e sarà necessario estendere e rafforzare l’intervento anche nei mesi successivi, quando le attività agricole si intensificano, tenendo conto inoltre del forte incremento dei costi di altri fattori produttivi, come i fertilizzanti”.
Cia Romagna sottolinea che il provvedimento deve essere calibrato sulle reali esigenze delle imprese e che deve essere accompagnato da interventi strutturali. “È fondamentale che il Governo prosegua su questa strada – afferma Falcioni – mettendo in campo strategie strutturate e di medio-lungo periodo. Solo così sarà possibile garantire stabilità, competitività e sostenibilità al settore agricolo, con particolare attenzione alle filiere che oggi affrontano le maggiori criticità”.
Gli agricoltori chiedono di poter operare in condizioni che tengano conto della natura e delle specificità del loro lavoro, quotidianamente esposto a fattori di rischio e variabili spesso imprevedibili: dai conflitti internazionali all’aumento dei costi di produzione, fino agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
L’agricoltura è valore strategico per il territorio, non solo in termini produttivi ma anche come presidio sociale, ambientale ed economico, capace di generare occupazione e sostenere l’intero indotto.
Servono interventi urgenti da Governo e Ue per salvaguardare il settore primario
Cia-Agricoltori Italiani ha avanzato proposte a Regioni, Governo e Ue fin dall’inizio di quetsa nuova crisi energetica e dei rincari dei carburanti per contrastare speculazioni e tutelare il reddito delle imprese agricole e i cittadini. Un impegno continuo che oggi si rafforza alla luce del perdurare delle tensioni internazionali e della mancanza di misure mirate per l’agricoltura.
Pur apprezzando la recente riduzione temporanea delle accise decisa dal Governo, la Confederazione ribadisce che il comparto agricolo resta privo di interventi realmente efficaci e dedicati, a differenza di altri settori. Anche Cia Romagna ribadisce che la realtà degli agricoltori è ancor più complicata oggi, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni e conflitti. “Chi lavora nei campi non può permettersi di fermare l’attività aspettando un calo dei prezzi: senza lavorazioni non ci sarebbe raccolto e quindi non ci sarebbe cibo. “In sostanza – afferma il presidente Lorenzo Falcioni – gli agricoltori sono costretti ad andare avanti nonostante l’impennata dei costi, in particolare quelli legati al carburante, ma non solo, senza alcuna certezza sul fatto che in futuro i bilanci possano tornare in equilibrio”.
È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. Lo sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.
“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.
Dunque, la flessibilità che l’Italia ha ottenuto dal Consiglio europeo, anche su energia e quote ETS, si traduca immediatamente – aggiunge Cia – in interventi urgenti per il settore primario, a partire dal decreto Bollette in via di conversione e in un’azione immediata da parte della Commissione Ue attraverso un pacchetto di misure mirate per contenere le impennate dei prezzi dei combustibili, ridurre la volatilità dell’energia elettrica e sostenere, in particolare, i settori ad alta intensità energetica. Inoltre, si acceleri – ricorda Cia – anche sul nodo fertilizzanti, con l’urea introvabile e dai costi alle stelle, e su deroghe al Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism).
È urgente la fine delle ostilità in Medio Oriente. Ogni giorno di guerra apre scenari sempre più difficili da recuperare.
VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO – I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto,certificano la vulnerabilità dell’agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo “energia motrice” a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l’acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.
Raccoglie il testimone da Danilo Misirocchi, alla guida della Confederazione dalla fusione del 2017
“Solo rafforzando le aziende agricole e garantendo prospettive economiche si può contrastare lo spopolamento e mantenere vivi i territori”
14 febbraio 2026 – Si è svolta ieri a Cesena l’Assemblea elettiva provinciale di Cia Romagna, che ha eletto Lorenzo Falcioni nuovo presidente dell’organizzazione, chiamato a guidare la Confederazione Italiana Agricoltori romagnola nel prossimo mandato. Falcioni succede a Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna fin dalla nascita dell’associazione, avvenuta nel dicembre 2017 con la fusione delle sedi provinciali di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e, precedentemente, presidente di Cia Ravenna per due mandati.
L’assemblea del 13 febbraio ha rappresentato il momento conclusivo di un articolato percorso elettivo che, nelle settimane precedenti, ha coinvolto l’intera base sociale di Cia Romagna attraverso la convocazione delle Assemblee Territoriali, corrispondenti alle sette zone del sistema Cia (Ravenna, Bassa Romagna, Faenza, Forlì, Cesena-Savignano, Rimini, Novafeltria-Alta Valle Savio), che hanno eletto i presidenti e i consigli territoriali, oltre ai delegati chiamati a partecipare all’Assemblea provinciale di ieri. Un passaggio fondamentale non solo per l’adempimento degli obblighi statutari, ma soprattutto per definire gli indirizzi strategici e le priorità delle politiche dell’associazione alla luce delle profonde trasformazioni e delle sfide complesse che il mondo agricolo è chiamato ad affrontare.
Un percorso partecipato e diffuso che ha interessato l’intero territorio romagnolo delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, culminato con l’elezione del nuovo presidente, del Consiglio direttivo di Cia Romagna e dei delegati all’Assemblea regionale.
Danilo Misirocchi commenta così il percorso realizzato sin qui: “Si chiude un ciclo complesso, segnato da crisi globali, eventi climatici straordinari e profondi cambiamenti del settore agricolo, ma anche da un lavoro collettivo che ha rafforzato Cia Romagna sul piano organizzativo, politico e della rappresentanza. In questi anni la Confederazione ha saputo mantenere autonomia, solidità e capacità di mediazione. Abbiamo fatto tanto sin qui e ancora tanto c’è da fare. Sono profondamente convinto che il nuovo presidente Falcioni, insieme al nuovo gruppo dirigente, saprà affrontare con il giusto atteggiamento il futuro. In Cia Romagna ci sono basi solide, persone preparate e motivate, c’è uno spirito innovativo. E soprattutto abbiamo “un’anima” Cia Romagna: nella struttura e negli associati, una Cia Romagna coesa, credibile e pronta ad affrontare le sfide che attendono l’agricoltura romagnola, a partire dalla sicurezza alimentare, dalla tutela del territorio, dal giusto valore lungo la filiera e dal ricambio generazionale”.
“Cia Romagna ha dimostrato di essere una realtà solida, presente e capace di rappresentare davvero gli agricoltori, sia nei momenti ordinari sia nelle fasi più difficili – ha affermato il neo presidente Lorenzo Falcioni nella sua relazione – Anche nei momenti di tensione abbiamo scelto la partecipazione e la trasparenza, dimostrando con i fatti il valore del nostro lavoro. Non ci siamo mai sottratti al confronto: con i soci, con le istituzioni e con l’opinione pubblica. Essere presenti negli enti e nelle istituzioni è fondamentale: dove non siamo noi, c’è sempre qualcun altro che decide al posto nostro. La rappresentanza è una responsabilità che Cia Romagna esercita ogni giorno”.
“Cia Romagna è fatta di soci, agricoltori e collaboratori: una comunità che ogni giorno lavora con competenza e senso di appartenenza. È questo il valore più grande della nostra organizzazione – ha proseguito – Credo fortemente che oggi, in un contesto segnato da cambiamenti climatici, trasformazioni sociali e riduzione del numero delle aziende agricole, ci sia bisogno di Cia più che mai: di fare gruppo, di confrontarsi e di essere meglio rappresentati. La forza di Cia Romagna sta proprio nella sua capacità di fare sistema, lavorando in modo integrato a livello territoriale, regionale e nazionale, mettendo sempre al centro le esigenze concrete delle aziende agricole”.
“Il nostro impegno continuerà ad essere quello di creare opportunità per le imprese agricole, perché solo rafforzando le aziende e garantendo prospettive economiche si può contrastare lo spopolamento e mantenere vivi i territori. Abbiamo dimostrato di saper guardare al futuro e proseguiremo il lavoro su progettualità condivise, contratti di filiera e strumenti di programmazione strategica, nella consapevolezza che l’agricoltura ha bisogno di visione oltre che di risposte immediate”.
APPUNTAMENTO ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI RIOLO TERME (RA)
All’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Riolo Terme (RA) il 23 febbraio andrà in scena Agrichef, nella tappa regionale organizzata daTurismo Verde Cia Emilia-Romagna.
Agrichef è ideato per esaltare il cuoco dell’agriturismo, che mette in connessione le competenze del produttore agricolo, la cultura contadina e tramanda le ricette tradizionali attraverso la riscoperta e la rivisitazione, contribuendo a raccontare i valori del mondo rurale e a valorizzare il territorio.
Per Cia Romagna partecipano gli agriturismi:
Vignoli, Riolo Terme;
Il Gualdo di sotto, Riolo Terme
Ridiano,Tredozio
Dal Maggi, Modigliana.
Gli agrichef, insieme agli allievi dell’Istituto Alberghiero, presenterannio le proprie ricette a una giuria di esperti che decreterà il piatto che rappresenterà la regione all’evento nazionale, in programma a Roma in primavera.
La ricetta proposta deve raccontare un prodotto Dop, Igp o tipico regionale, che deve essere il protagonista assoluto.
Gli passa il testimone Wiliam Signani, pilastro e figura storica di Cia
Pierino Liverani è il nuovo presidente dell’Associazione Pensionati – Cia Romagna. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea congressuale svoltasi nei giorni scorsi a Rimini, alla quale hanno partecipato circa cento associati, alla presenza del sindaco Jamil Sadegholvaad e dell’assessora all’Agricoltura Francesca Mattei,nonché del presidente nazionale Anp Alesandro Del Carlo e della segretaria nazionale Anp Daniela Zilli.
Liverani per i precedenti due mandati è stato presidente dell’Anp a livello regionale e vice presidente dell’Anp nazionale. “Cercherò di proseguire nella strada tracciata, contando sulla collaborazione di tutti voi – ha affermato – Porteremo avanti insieme le nostre battaglie, difenderemo i nostri valori. Farò tesoro dei risultati raggiunti e mi impegnerò affinché non manchino la nostra presenza, la nostra voce e la nostra partecipazione ai tavoli di lavoro e nel dialogo con i nostri interlocutori”.
A passargli il testimone un pilastro e una figura storicadi Cia: Wiliam Signani. Da sempre nella Confederazione – nata nel 1977 come Cic-Confederazione Italiana Coltivatori (derivata dall’Alleanza Nazionale dei Contadini del 1955, dalla Federmezzadri e dall’Uci) che nel 1992 è diventata Cia-Confederazione Italiana Agricoltori – Signani ha contribuito a scrivere la storia della Cia e ne è stato il primo presidente agricoltore fino alla soglia degli anni Duemila. Era alla guida dell’Associazione pensionati Anp Romagna da due mandati e precedentemente per due mandati di quella dell’Anp Ravenna, oltre ad aver ricoperto altri incarichi di rilevo nella Confederazione.
“L’eco del futuro: un nuovo patto sociale per pensioni, salute, aree interne e invecchiamento attivo” è l’argomento della IX assemblea elettiva Anp e del documento programmatico discusso.
Molti gli interventi dei delegati. Sono state affrontate diverse questioni legate a sanità, welfare, politiche e sistemi di assistenza e di cura, con un’attenzione particolare anche al supporto necessario per i care-giver. È stata messa in evidenza l’importanza della prossimità dei servizi, soprattutto nelle aree più svantaggiate, come collina e montagna e le aree rurali. Si è parlato di previdenza e di pensioni partendo dalle problematiche e dalle battaglie di oggi per cercare di scongiurare ben peggiori condizioni per il futuro. E in questo caso il pensiero è rivolto ai giovani, che possono certo accedere a incentivi per il primo insediamento e ad altre agevolazioni dedicate, ma è importante non dimenticare la difficoltà del ricambio generazionale, legata a diversi fattori, ma anche alla sempre maggior difficoltà di poter pensare alla sostenibilità del percorso dopo l’avvio. Si tratta di futuro, non solo dell’agricoltura, ma di un sistema, compresa cura e tutela del territorio. A proposito di territorio, gli interventi hanno messo in luce sia le questioni legate al cambiamento climatico e alle ferite lasciate dalle alluvioni e dalle frane nel territorio romagnolo, sia quelle inerenti la fauna selvatica e, in particolare, l’aumentata presenza di lupi, che sta generando situazioni complicate e percezione di pericolo anche fra i cittadini. Non sono mancate riflessioni sullo scenario geopolitico globale e sugli impatti che questo provoca nella vita di tutti e in tutti gli aspetti economici e sociali.
Il messaggio lanciato da Signani al temine del suo intervento, e ripreso da Liverani e da Del Carlo, è di esortazione a non arrendersi nonostante il mondo sia sotto sopra, “e di stringersi in maniera ancora più forte al principio dell’insieme e della partecipazione perché questa è la via maestra, la bussola che ha ispirato Cia e Anp da sempre per migliorare le condizioni dell’agricoltura, degli agricoltori e di tutti i cittadini, perché la produzione di cibo, sano e di qualità, e la cura del territorio sono appannaggio di tutti”.
Presente anche la Romagna – insieme al Copa-Cogeca, le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’UE – alla manifestazione del 20 gennaio a Strasburgo per difendere l’agricoltura europea e per assicurare al Made in Italy, e alla sua qualità, i giusti presupposti in tutti gli scambi commerciali internazionali.
“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovutegaranzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani.Per questo manifesteremo il 20 gennaio a Strasburgo. Manca la reciprocità – specifica il presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi – Questo vuol dire che noi produciamo con alti e precisi standard di sicurezza alimentare e il rischio, senza reciprocità, è di importare prodotti che non rispettano lo stesso sistema di garanzie degli standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Senza reciprocità gli agricoltori subiscono concorrenza sleale e i cittadini trovano negli scaffali prodotti con meno garanzie di salubrità, e non va bene per niente”.
Il 20 gennaio Cia presente alla nuova manifestazione del Copa-Cogeca
Cia sarà presente anche dalla Romagna – insieme al Copa-Cogeca, le organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’UE – alla manifestazione del 20 gennaio a Strasburgo per difendere l’agricoltura europea e per assicurare al Made in Italy, e alla sua qualità, i giusti presupposti in tutti gli scambi commerciali internazionali.
“Nell’accordo Ue-Mercosur non ci sono ancora le dovutegaranzie a tutela di agricoltori e cittadini, europei ed italiani.Per questo manifesteremo il 20 gennaio a Strasburgo. Manca la reciprocità – specifica il presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi – Questo vuol dire che noi produciamo con alti e precisi standard di sicurezza alimentare e il rischio, senza reciprocità, è di importare prodotti che non rispettano lo stesso sistema di garanzie degli standard produttivi, sanitari e ambientali che noi agricoltori garantiamo da sempre in Europa. Senza reciprocità gli agricoltori subiscono concorrenza sleale e i cittadini trovano negli scaffali prodotti con meno garanzie di salubrità, e non va bene per niente”.
Gian Marco Spada, nella zona della Bassa Romagna dal 1° gennaio 2024, dal 16 febbraio 2026 torna a operare nella zona di Faenza come responsabile del Caa e come responsabile del rapporto soci e supporto alla rappresentanza, ruolo fino a ora ricoperto da Samuele Amadei.Spada, agrotecnico laureato in Tecnologie Alimentari, lavora in Cia dal 2019 e si occupa anche di investimenti e credito.
SamueleAmadei si dedicherà al fondiario, uno dei settori sui quali Cia Romagna sta puntando molto, in qualità di referente della zona di Faenza. Amadei, in Cia dal 2001, si occupa quindi di contrattualistica (affitti, comodati, ecc.) e di assistenza nelle compravendite; inoltre tratta varie questioni (conflitti tra confinanti, servitù, espropri). Svolge attività di consulenza generale e di primo orientamento per associati e potenziali nuovi associati, in particolare su assetti aziendali, passaggi generazionali, trasformazioni e compravendite, coinvolgendo, quando necessario, i colleghi dei settori di competenza. Mantenendo comunque un profilo tecnico, anche in virtù della formazione, svolge ancora alcune pratiche per l’ufficio tecnico (e CAA). Èdesignato da Cia Romagna come membro del Comitato locale di Faenza della BCC e della Commissione Espropri della provincia di Ravenna.
Per la zona Bassa Romagna, il ruolo di responsabile rapporto soci e supporto alla rappresentanza viene affidato a Lucia Betti, che subentra a Spada. Lucia Betti collabora con Cia come libera professionista dal 2012 nell’ambito della comunicazione: prima con Cia Ravenna e dal 2018 con Cia Romagna. Dal 12 gennaio 2026 è dipendente Cia Romagna con la mansione di referente della comunicazione. Laureata in scienze politiche internazionali a Forlì, iscritta all’ordine dei giornalisti dal 1992, ha operato nell’ambito della ricerca politico-economica e sociale; ha svolto collaborazioni per pubblicazioni specializzate con diverse case editrici e collaborazioni con testate giornalistiche; si è occupata di comunicazione per progetti culturali, di promozione turistica e sociali e di pubbliche relazioni.