COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

ROMAGNA

Pesante gelata notturna per le produzioni romagnole

Cia-Agricoltori Italiani Romagna è attiva e sollecita gli associati a segnalare attraverso foto, telefonate, messaggi la situazione nei campi dopo la gelata della notte del 24 marzo per poter procedere poi alle verifiche del caso. Che potesse essere una nottata critica per l’agricoltura romagnola era stato annunciato dalle previsioni meteorologiche dei giorni scorsi. Si può dire che lo sia stata molto più di quanto si fosse ipotizzato. Un’area molto vasta nelle colline e nelle basse pianure romagnole è stata colpita dal gelo, seppur a macchia di leopardo, con temperature molto al di sotto dello zero e per molte ore. La gelata della nottata del 24 marzo ha certamente colpito gli impianti delle nostre produzioni: albicocche, ciliegie, pesche, mele, kiwi, cereali, orticole. Stando alle previsioni, si aspettano ancora alcune notti molto critiche sull’intero territorio romagnolo.

albicocca 24 marzo 2020 - post gelata
albicocca 24 marzo 2020 post gelata

Gli agricoltori cercano di difendere il loro lavoro e le produzioni con vari strumenti: da quelli antibrina alle assicurazioni. Purtroppo i mezzi di difesa non si possono applicare a tutte le colture con convenienza e a volte servono solo per limitare i danni – spiega Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna – Ad esempio, un’antibrina nei peschi, per il reddito che danno, è impensabile e stanotte di pesche temo ne siano rimaste poche”.

Sempre più sotto stress, di nuovo verifiche per cercare di capire quali conseguenze ci saranno sulle colture e sull’economia, non solo delle imprese agricole. Alcuni agricoltori, dopo questa pesante gelata ed avendo eseguito le prime visite in campo nella mattinata del 24 marzo, temono di non poter neppure raccogliere albicocche e pesche quest’anno. Per avere la certezza del danno e della sua profondità è necessario attendere alcuni giorni, ma le previsioni non promettono bene.

“Per quanto riguarda le gelate, in questa fase non possiamo fare altro che rilevare e segnalare i danni. Partendo dalla considerazione che molte aziende non sono in grado di sopportare questa ulteriore calamità, cercheremo di trovare tutte le soluzioni possibili per sostenerle – sottolinea Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna  – Sappiamo che non sarà facile e scontato, in particolare in questo momento drammatico per il nostro Paese con tutte le ripercussioni che vi saranno anche sull’economia; ma lo faremo con tutte le nostre forze cercando alleanze, dal momento che le ripercussioni negative ricadranno sul tessuto economico locale per via dell’indotto che attiva la nostra attività”.

Il portale di Cia per le consegne a domicilio

Nella mappa online, anche aziende romagnole, pronte a rifornire i cittadini di prodotti della terra e piatti tipici

La lista delle aziende agricole è in continuo aggiornamento

Carne, latte, frutta, verdura, olio, vino, pasta e tanto altro, ma anche piatti tipici preparati per il weekend dagli Agrichef, con un semplice click dalle aziende agricole alle tavole degli italiani, grazie al nuovo portale di Cia. Nella mappa online anche aziende romagnole, pronte a rifornire i cittadini di prodotti della terra e piatti tipici.

Una particolare attenzione è rivolta agli anziani: con questa operazione l’obiettivo di Cia è consegnare loro materie prime fresche di stagione o prodotti e tutelarli da truffe e tentativi di raggiri, ripetutamente registrati in questo periodo di emergenza sanitaria. Il progetto è anche un contributo alla lotta contro l’isolamento ancor più evidente per gli anziani e in contesti marginali come quelli delle aree interne. Tra le altre cose, Cia ha siglato un accordo con Senior Italia FederAnziani.

Il sito https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/, online da ieri, consente a tutti, restando a casa, di acquistare e consumare, ogni giorno, i prodotti freschi della terra, ma anche prelibatezze e piatti della tradizione, con la garanzia di qualità assicurata dagli uomini e dalle donne di Cia.

Bastano pochi secondi per individuare la regione d’interesse, l’azienda più vicina e scegliere le materie prime di stagione o i prodotti, che gli agricoltori consegneranno a domicilio nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dal governo per contenere la diffusione del Coronavirus. La lista delle aziende agricole è in continuo aggiornamento, pertanto si invita a consultare periodicamente l’elenco.

Infine, per garantire i consumatori ed evitare le truffe, al momento dell’acquisto, sarà consegnata una parola d’ordine da utilizzare al ricevimento della spesa.

Cia-Agricoltori Italiani offre questo servizio grazie alla collaborazione delle sue associazioni: al femminile (Donne in Campo), giovani (Agia), pensionati (Anp), per la vendita diretta (la Spesa in Campagna) e agrituristica (Turismo Verde).

“Le imprese agricole non si fermano e non si arrendono. Stiamo lavorando costantemente per fornire un servizio utile a cittadini e agricoltori, con particolare attenzione ai più fragili e a rischio come gli anzianisottolinea Agnese Ceroni, Responsabile agriturismi, vendita diretta e igiene alimenti di Cia RomagnaCerchiamo di rafforzare un legame importante di comunità tra produttori agricoli e cittadini e tra mercato e prodotti di filiera corta: insieme riusciremo ad uscire da questa emergenza”.

Gli agricoltori di Cia sono protagonisti sui social, in queste ore, della campagna #noinonciarrendiamo, con centinaia di video e foto girati in tutto il Paese e postati in rete per dimostrare come gli uomini e le donne della terra, anche in questo periodo di emergenza, non possono e non vogliono fermarsi.

Al link seguente una rappresentanza degli agricoltori Cia dell’Emilia Romagna col loro video messaggio https://www.facebook.com/CiaAgricoltoriRomagna/videos/207842707149441/

Coronavirus: Cia Romagna, stop alle pratiche commerciali scorrette

Ora si metta fine ad assurde richieste di certificati “virus free” – Pubblicate le linee guida della Ue sulla gestione delle frontiere: no a certificazioni aggiuntive sui prodotti

Non dovrà essere imposta alcuna certificazione aggiuntiva per le merci che si spostano legalmente nel mercato unico dell’Ue. Con la pubblicazione delle linee guida sulle misure da adottare alle frontiere per l’emergenza Coronavirus, la Commissione europea mette definitivamente la parola fine a certe pratiche commerciali scorrette, segnalate più volte dalle aziende italiane, come la richiesta assurda di certificati “virus free” da apporre sui prodotti agroalimentari in arrivo dall’Italia. Lo afferma Cia-Agricoltori Italiani, sottolineando come anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare riporta che “non ci sono prove che il cibo sia una fonte di trasmissione di COVID-19”.

“Le linee guida dell’Ue sulla gestione delle frontiere – osserva Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna – vanno nella giusta direzione di proteggere la salute dei cittadini, garantendo sia la libera circolazione dei prodotti, in primis quelli agroalimentari, all’interno del mercato unico, sia la sicurezza dei rifornimenti. Allo stesso tempo, tutela anche l’adeguato trattamento di chi deve viaggiare, come i lavoratori stagionali e transfrontalieri”.

Ora l’auspicio di Cia è che le linee guida della Commissione Ue vengano rispettate e applicate da tutti gli Stati membri, senza riserve o scetticismi. In caso contrario, si andrebbe a creare una situazione senza precedenti in Europa, con conseguenze rischiose sia per la tenuta del mercato unico, che per quella economica dei singoli Paesi.

Coronavirus: la Cia c’è col telelavoro

17 marzo 2020Da oggi uffici chiusi anche a dipendenti e collaboratori, non solo al pubblico, per fronteggiare al meglio un eventuale aggravamento della situazione sanitaria causata dal Coronavirus.

Cia Romagna non si ferma: l’attività continua col telelavoro, assicurando operatività e servizi ai soci. Essendo un metodo lavorativo che si attua in velocità, con tempi dettati dalla fase di emergenza, c’è la massima disponibilità ad apportare i miglioramenti che risulteranno necessari.

12 marzo 2020 – Per tutelare la salute di tutti – cittadini, associati e personale Cia – dal 13 marzo tutti gli uffici e tutte le sedi di Cia Romagna sono chiusi al pubblico. Gli uffici sono comunque operativi e i servizi essenziali di assistenza tecnica e amministrativa vengono erogati da Caf, Caa, Patronato Inac in modalità “smart”, ossia attraverso telefono, posta elettronica, web e altri strumenti. Questo per adempiere a tutte le scadenze previste e portare avanti il più possibile l’attività dell’Organizzazione, compatibilmente con la situazione contingente e la conseguente organizzazione del lavoro, nel pieno rispetto delle disposizioni governative.

A seguito delle evoluzioni avvenute e dei provvedimenti del Governo, e di quelli adottati da Cia Romagna, sono stati sospesi gli appuntamenti della campagna redditi previsti fino al 14 aprile, allo scopo di evitare l’afflusso di persone nei nostri uffici in una fase delicatissima dal punto di vista sanitario.  Appena sarà possibile, gli appuntamenti verranno di nuovo messi in calendario.

Chiuso il mercato contadino di Faenza – Cia Romagna scrive al Sindaco

Cia Romagna chiede al Sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, di rivedere la posizione assunta con l’ordinanza che chiude esclusivamente il mercato contadino

Vista l’Ordinanza n.7/2020 del 12 marzo dell’Amministrazione comunale di Faenza, finalizzata all’esclusiva chiusura del mercato contadino di Faenza a fronte, invece, dell’intenzione di mantenere aperti e funzionanti gli altri mercati settimanali che si svolgono sul territorio comunale, Cia Romagna si è rivolta al Sindaco Giovanni Malpezzi affinché prenda in considerazione la possibilità di rivedere questa posizione.

Pur nella legittimità delle scelte assunte dal Sindaco Malpezzi e capendo la gravità del momento e la necessità di attuare ogni forma di limitazione e di prevenzione del formarsi di assembramenti di persone (e apprezzando questa attenzione e questa cautela), Cia Romagna evidenzia come questa misura appaia non solo e non tanto eccessiva quanto, invece, proprio in contrasto con l’art 1 del Dm dell’11 marzo 2020.

Le motivazioni addotte da Cia Romagna per tale richiesta al Sindaco Malpezzi derivano dal contenuto del Decreto ministeriale 11/03/2020 che contempla:

  • le misure per garantire approvvigionamenti alimentari di qualità e al contempo favorirne la fruizione in spazi all’aperto e, se adeguatamente regolamentati, più in sicurezza rispetto al commercio in luoghi chiusi.
  • L’indicazione e la prescrizione di legge per cui i banchi alimentari possono continuare l’attività all’interno dei mercati.

Quest’ultima precisazione suffragata anche dal fatto che diversi territori (vedasi l’esempio del Comune di Ravenna, Lugo o, ancora più vicino al territorio di Faenza, Riolo Terme) stanno continuando e hanno chiarito di voler continuare lo svolgimento di tale tipologia di mercato.

La lettera, a firma di Danilo Misirocchi (presidente di Cia Romagna) e di Stefania Malavolti (referente Cia Romagna per la vendita diretta), prosegue specificando quanto segue:

Già in questi giorni come operatori abbiamo potuto verificare che l’affluenza ai mercati dei contadini è stata molto inferiore rispetto al solito e molto più ordinata e “autoregolamentata” (segno questo che le misure anche informative messe in atto anche dall’Amministrazione da Lei guidata sono state efficaci): abbiamo anche potuto rilevare che i consumatori si sono recati a questi mercati esclusivamente per fare la spesa per poi andarsene senza sostare ulteriormente nel mercato. Molti giovani, si sono presentati per conto di genitori e nonni. Molti hanno esplicitamente riferito che preferiscono fare i propri acquisti all’aperto ed evitare i luoghi chiusi e troppo frequentati.

Teniamo anche ad evidenziare che il rispetto delle norme, per quanto ci è stato possibile verificare direttamente, è stato di altissimo livello sia da parte dei clienti sia da parte degli agricoltori stessi, che hanno garantito che ogni banco fosse dotato di cartelli indicanti le regole precise da seguire e predisposto divisori per il rispetto delle distanze.

Teniamo anche a sottolineare che la totalità degli agricoltori presenti erano forniti di mascherine di protezione.

L’ordinanza da lei sottoscritta disorienta anche i fruitori del mercato. I clienti si stanno interessando direttamente dalle imprese produttrici sulla continuità e regolarità del mercato del contadino. Questa argomentazione dimostra la serietà ed il legame di fiducia instaurato tra le parti.

Ci permettiamo anche di sottolineare, senza introdurre da parte nostra discriminazioni di alcun genere (ma, anzi, per sollecitare tutti a fare la propria parte nel proprio ambito per fare rispettare le regole igienico sanitarie fondamentali in questo momento)  il mercato contadino abbia tutte le carte in regola per poter offrire un servizio in assoluta sicurezza, quanto meno al pari degli altri punti vendita, in quanto in questa forma di  vendita l’agricoltore ha il diretto controllo sulla merce che non viene assolutamente toccata dal cliente e l’immediata possibilità di evitare comportamenti non idonei. 

Per queste motivazioni riteniamo non sia opportuno un provvedimento di restrizione o di chiusura del mercato del contadino nel territorio di Faenza, manifestando, in aggiunta, la nostra piena disponibilità ad un’ulteriore e più sicura autogestione ed autoregolamentazione delle aree e degli spazi dedicati chiedendo al contempo un intervento di doveroso e opportuno supporto da parte delle forze di Polizia Locale alle quali spetta, per quanto di competenza, fare rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla normativa e che è bene collaborino alla corretta riuscita e gestione del mercato del contadino non solamente per controlli e sanzioni nei momenti ordinari, ma anche e ancora di più in questi momenti particolari in cui c’è necessità di assicurare ai cittadini adeguati e sicuri approvvigionamenti alimentari.

 

Coronavirus – positive le prime misure del governo per l’emergenza, ma servono anche azioni più strutturali

Le prime misure del governo per affrontare l’emergenza Coronavirus sono positive, ma servono anche azioni più strutturali a sostegno delle imprese. Secondo le prime stime di Cia Romagna si rileva infatti una ricaduta della crisi anche sulle aziende agricole del territorio e l’impatto negativo è avvertito soprattutto dalle realtà produttive che hanno rapporti commerciali con le aree colpite.

Si tratta di una situazione straordinaria che coinvolge a cascata tutta l’Italia e la Romagna, a partire dalle aziende dell’agroalimentare e del turismo che si trovano a dover affrontare le ripercussioni negative dal punto di vista sia commerciale sia organizzativo, come le difficoltà nel reperire manodopera.

Cia Romagna segnala ad esempio il caso del settore agrituristico, con numerose disdette dei turisti stranieri per i mesi di aprile, con le feste pasquali, e di maggio.

Le criticità sono in costante aumento e occorre risolvere tempestivamente i problemi legati alla logistica e alla distribuzione che limitano l’attività delle strutture produttive. Anche sul versante export si registra una contrazione del mercato, con ordinativi al ribasso e disdette causati da un clima generale di sfiducia fra i principali sbocchi commerciali all’estero.

Tale scenario, sottolinea Cia Romagna, richiede di pensare all’intero sistema e all’adozione di interventi di sostegno più strutturali a favore dei comparti produttivi, in particolare quello agricolo.

I produttori Cia stanno continuando a lavorare per sostenere anche le aree più colpite, vigilando sulla filiera e respingendo ogni tentativo di speculazione sui prezzi dal campo alla tavola.

Agrichef, rinviata la tappa regionale

RINVIATA A DATA DA DESTINARSI LA TAPPA REGIONALE DEL FESTIVAL AGRICHEF, IN OTTEMPERANZA ALL’ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA BONACCINI E DEL MINISTRO SPERANZA

A Forlimpopoli la tappa regionale del Festival, il 24 febbraio all’Istituto “Pellegrino Artusi” (dalle 14.30). Tra gli sfidanti provenienti da tutta la regione anche due agriturismi romagnoli: Clorofilla di Matteo Pagliarani, Mercato Saraceno (FC)  e Monte Spada Agri Culture di Matteo Bolognesi, Zattaglia di Brisighella (RA).  

L’Agriturismo “Clorofilla” presenta la ricetta dei “cappelletti in brodo”; “Monte Spada” propone la “pizza fritta di farro integrale macinato a pietra”.

La giuria è composta da giornalisti enogastronomici e chef che valuteranno i piatti proposti e come la materia prima, rigorosamente prodotta in azienda, viene elaborata. La miglior ricetta della tappa regionale parteciperà alla finale del Festival che si svolgerà ad Amatrice in primavera.

Promuovere e valorizzare i piatti tipici locali e coinvolgere gli studenti degli Istituti Alberghieri, ambasciatori del cibo italiano nel mondo, restano gli obiettivi principali dell’iniziativa targata Turismo Verde-Cia che, attraverso la figura dell’Agrichef in Agriturismo, tutela e diffonde i saperi e i sapori della cultura contadina, recuperando antiche ricette, legate a luoghi e tradizioni, nel rispetto della stagionalità e dei saperi contadini e utilizzando nella realizzazione dei piatti ingredienti legati al territorio e alla tutela della biodiversità.

Gli studenti degli istituti alberghieri sono sempre più protagonisti. Saranno loro, infatti, a confrontarsi con la preparazione dei piatti, scoprendone le ricette grazie all’incontro e al lavoro ai fornelli con gli Agrichef di Turismo Verde-Cia, nei loro agriturismi e nelle cucine degli Istituti Alberghieri coinvolti. Inoltre, sarà nell’ambito scolastico che si terrà l’evento finale regionale dove docenti e studenti, dopo preparazione e degustazione, individueranno il piatto più rappresentativo che andrà alla finale nazionale.

L’Agrichef è colui che ha i piedi nella terra, le mani in cucina e la testa nella sua azienda. Si tratta di una definizione che vanta già innumerevoli casi d’imitazione, ma il marchio originale depositato è di Cia-Agricoltori Italiani

La Cia incontra gli associati

RINVIATI A DATA DA DESTINARSI GLI INCONTRI DEL 24, 25 E 27 FEBBRAIO, in ottemperanza all’Ordinanza del presidente della Regione Emilia-Romagna Bonaccini e del ministro Speranza del 23-02-2020. 

Tredici gli appuntamenti serali (con inizio alle ore 20.30) programmati nel territorio della Romagna, dal 28 gennaio al 27 febbraio 2020

Riparte l’attività di Cia Romagna dedicata agli incontri con gli associati. Si tratta di un appuntamento conoslidato, che vede tecnici e dirigenti muoversi nel territorio romagnolo per fare il punto coi soci su varie situazioni e tematiche di attualità, oltre che per presentare l’attività dell’Organizzazione. Tra gli argomenti che verranno trattati: presentazione del nuovo Direttore; credito: opportunità e convenzioni per i soci Cia Romagna; modifica della Legge 157; danni da Cimice Asiatica; progetto di CIA “Il Paese che vogliamo” ed altri temi di interesse per il mondo agricolo.
L’obiettivo di essere coi soci e vicino ai soci nel quotidiano, coi servizi erogati da Cia Romagna alle imprese e alle persone, si amplia ogni anno con questo percorso “La Cia incontra gli associati”: partendo da ciò che l’imprenditore agricolo vive ogni giorno, lo scopo è quello di stimolare il confronto e condividere impegni e questioni che la rappresentanza porta ai vari tavoli di discusisone e nelle altre sedi appropriate.

Per il calendario in pdf clicca qui

Verso le elezioni regionali: incontri con i candidati

In vista delle elezioni regionali del 26 gennaio, Cia Romagna presenta le priorità, che sono contenute anche nel documento Una politica regionale per un modello agroalimentare di Agrinsieme,  il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari. Il 5 dicembre 2019 nella sede ravennate di Cia Romagna il presidente Danilo Misirocchi ha incontrato Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo e candidato all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per il territorio di Ravenna nella lista del Partito Democratico. Giovedì 19 dicembre 2019, invece, all’azienda agricola Antonio Masi di Borghi (FC) il vicepresidente di Cia Romagna Guglielmo Mazzoni ha incontrato i candidati Pd Lia Montalti e Massimo Bulbi. L’8 gennaio 2020 nel riminese, si sono svolti visite alle aziende agricole e incontri con i candidati alle elezioni regionali della zona. Paolo De Castro e la candidata al consiglio regionale Nadia Rossi hanno fatto tappa anche all’azienda agricola “Le Querce”, socia Cia, di Stefano Serafini, famiglia storica in Val Conca. A Coriano, la candidata al consiglio regionale Emma Petitti e Paolo De Castro, hanno incontrato le associazioni di categoria agricole e tanti agricoltori della provincia di Rimini. Hanno seguito gli incontri Danilo Misirocchi e Lorenzo Falcioni, presidente e vice presidente di Cia Romagna.

Il 15 gennaio 2020, Mirko Tacconi, responsabile della zona di Forlì, e la presidente di zona, Elisa Maraldi, insieme ad una rappresentanza dei soci Cia, hanno incontrato i candidati consiglieri regionali in quota PD: Paolo Zoffoli, che si ricandida per un secondo mandato e Sara Samori, già consigliere nel Comune di Forli. Durante l’incontro, svolto all’Agriturismo il “Posto delle fragole”, è stato consegnato ai candidati il documento politico redatto da Agrinsieme, che esprime una visione completa della “Regione che vogliamo”, focalizzando maggiormente i bisogni delle imprese, dei titolari e delle loro famiglie.

 

 

Negli incontri riminesi dell’8 gennaio sono state sottolineate dalle organizzazioni agricole tematiche relative a Regione ed Europa. In particolare, le richieste avanzate da Cia Romagna, sono: deroga all’utilizzo del Clorpirifos, almeno per 2 anni; conferma della “regionalizzazione” dell’impalcatura della PAC anche nella prossima programmazione: il livello regionale deve restare l’autorità di gestione che definisce le linee programmatiche, redige i Piani di Sviluppo Rurale, monitora l’implementazione dei progetti, provvede al pagamento dei fondi comunitari; ridistribuzione equa tra le Regioni “più virtuose” delle risorse a rischio disimpegno (fondi non utilizzati da altre Regioni che rischiano di dover essere restituiti alla Ue). Il presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi, ha sottolineato: “Per una Regione come l’Emilia-Romagna, mantenere una governance regionale dei fondi comunitari destinati all’agricoltura vuol dire, alla luce dei risultati conseguiti, garantire un’efficienza e un’efficacia dei fondi comunitari ben al di sopra di quanto avverrebbe con un accentramento delle decisioni a livello centrale”.

All’incontro di Borghi (19 dicembre 2019) accanto al vicepresidente Guglielmo Mazzoni era presente anche Antonio Masi, referente territoriale per la zona di Savignano e zona collinare. Burocrazia, fauna selvatica e manutenzione delle strade sono stati i temi al centro del confronto.
“A proposito della manutenzione delle strade provinciali, che dopo la riforma dell’ente si trovano ormai da anni in uno stato di trascuratezza – spiega Mazzoni -, è stata ribadita la volontà della Regione Emilia-Romagna di costituire ad hoc una società pubblica che si occupi esclusivamente di questo, come già anticipato nell’incontro a Reggio Emilia con il presidente Stefano Bonaccini. Sul problema legato alla fauna selvatica si attende la revisione della Legge 157, ma nel frattempo la Regione conferma l’impegno degli investimenti per coprire i danni subiti dagli agricoltori. Anche sul piano della burocrazia c’è l’impegno a semplificare e a rendere più celeri i Piani di sviluppo, trovando accordi tra Comuni e Regione affinché non si verifichino sovrapposizioni che in un qualche modo possano gravare sulle aziende agricole”.
Cia Romagna ha confermato il parere positivo sull’azione del governo regionale. “Riconosciamo che l’assessore Simona Caselli si è adoperata notevolmente in questa legislatura per valorizzazione dell’agricoltura, e che ha preso l’impegno di intervenire negli ambiti in cui ci sia ancora da fare, o si possa fare di meglio”.

L’incontro fra Danilo Misirocchi e Andrea Corsini (5 dicembre 2019) è stata un’occasione per fare il punto sulle politiche sviluppate in modo positivo dalla Regione Emilia-Romagna in questi 5 anni negli ambiti dell’agricoltura e della gestione del territorio, ma anche per confrontarsi sulle questioni e le necessità ancora aperte e sulle quali Cia Romagna chiede alla politica un impegno forte.
Il candidato Andrea Corsini ha ragionato con l’organizzazione in maniera propositiva condividendo una serie di proposte: la necessità di semplificazione delle procedure amministrative con un percorso permanente di analisi e proposte per ridurre e semplificare gli aggravi burocratici per le imprese agricole, in modo da favorire il permanere degli imprenditori e operatori agricoli sul territorio; il supporto al credito come strumento per lo sviluppo e la crescita delle imprese agricole; il contrasto ai danni provocati dalla cimice asiatica e da altri insetti infestanti, continuando a garantire supporto alle imprese colpite e garantendo meccanismi di intervento rapidi; lo sviluppo del turismo rurale come opportunità di crescita e di sviluppo della multifunzionalità per le aziende agricole; la promozione della vendita diretta dei prodotti da parte delle aziende agricole (anche in collaborazione con le attività turistiche del territorio), funzionale anche alla promozione del territorio regionale.
Impegni valutati positivamente dal presidente Misirocchi, che ha sottolineato ancora una volta l’importanza del mondo agricolo nel nostro territorio, per il peso economico e in termini di posti di lavoro, ma anche dal punto di vista del ruolo di presidio fondamentale per la vita e la sicurezza del territorio che l’agricoltura rappresenta, oggi e per il futuro.

Orari uffici durante le feste

Gli uffici di Cia Romagna saranno chiusi il pomeriggio di martedì 24 dicembre e il pomeriggio di martedì 31 dicembre. Negli altri giorni lavorativi osserveranno orario regolare.

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

Privacy Policy  –  Note legali

WhatsApp chat