Carburanti: credito d’imposta subito per il gasolio agricolo. Basta rincari e speculazioni
Servono interventi urgenti da Governo e Ue per salvaguardare il settore primario
Cia-Agricoltori Italiani ha avanzato proposte a Regioni, Governo e Ue fin dall’inizio di quetsa nuova crisi energetica e dei rincari dei carburanti per contrastare speculazioni e tutelare il reddito delle imprese agricole e i cittadini. Un impegno continuo che oggi si rafforza alla luce del perdurare delle tensioni internazionali e della mancanza di misure mirate per l’agricoltura.
Pur apprezzando la recente riduzione temporanea delle accise decisa dal Governo, la Confederazione ribadisce che il comparto agricolo resta privo di interventi realmente efficaci e dedicati, a differenza di altri settori. Anche Cia Romagna ribadisce che la realtà degli agricoltori è ancor più complicata oggi, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni e conflitti. “Chi lavora nei campi non può permettersi di fermare l’attività aspettando un calo dei prezzi: senza lavorazioni non ci sarebbe raccolto e quindi non ci sarebbe cibo. “In sostanza – afferma il presidente Lorenzo Falcioni – gli agricoltori sono costretti ad andare avanti nonostante l’impennata dei costi, in particolare quelli legati al carburante, ma non solo, senza alcuna certezza sul fatto che in futuro i bilanci possano tornare in equilibrio”.
È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. Lo sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.
Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.
“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.
Dunque, la flessibilità che l’Italia ha ottenuto dal Consiglio europeo, anche su energia e quote ETS, si traduca immediatamente – aggiunge Cia – in interventi urgenti per il settore primario, a partire dal decreto Bollette in via di conversione e in un’azione immediata da parte della Commissione Ue attraverso un pacchetto di misure mirate per contenere le impennate dei prezzi dei combustibili, ridurre la volatilità dell’energia elettrica e sostenere, in particolare, i settori ad alta intensità energetica. Inoltre, si acceleri – ricorda Cia – anche sul nodo fertilizzanti, con l’urea introvabile e dai costi alle stelle, e su deroghe al Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism).
È urgente la fine delle ostilità in Medio Oriente. Ogni giorno di guerra apre scenari sempre più difficili da recuperare.
VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO – I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto,certificano la vulnerabilità dell’agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo “energia motrice” a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l’acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.