CONDIVISIONE CAMPAGNA COMUNICAZIONE COPA-COGECA

Il Copa-Cogeca, considerata l’imminente pubblicazione della strategia “Dal produttore al consumatore” e le conseguenze che avrà sull’uso dei prodotti fitosanitari, chiede un sostegno per lanciare rapidamente una campagna di comunicazione mirata.
La strategia “Dal produttore al consumatore” dovrebbe essere pubblicata il 20 maggio e da quanto abbiamo capito la nuova bozza della strategia afferma esplicitamente: “La Commissione prenderà provvedimenti per ridurre del 50% l’uso dei pesticidi chimici e i rischi connessi entro il 2030 e ridurre del 50% i rischi legati ai pesticidi ad alto rischio entro il 2030”.
Inoltre, sappiamo che questa riduzione è già prevista anche nella nuova strategia per la biodiversità: “L’uso di pesticidi chimici e i rischi connessi devono essere ridotti del 50% e l’uso di pesticidi ad alto rischio deve essere ridotto del 50%”.
Tuttavia, non sono menzionate le conseguenze socioeconomiche, le alternative o l’impatto sulle rese. Innanzitutto, riteniamo che questi obiettivi mostrino una mancanza di conoscenze di base sulla ragione e il modo in cui gli agricoltori utilizzano e applicano i prodotti fitosanitari/ pesticidi. Per questa ragione il Copa-Cogeca intende lanciare una campagna mirata sui social media nei giorni precedenti e successivi alla pubblicazione della strategia “Dal produttore al consumatore” al fine di spiegare e mettere in risalto l’importanza di questi prodotti per la produzione e la protezione delle colture europee, nonché le ripercussioni che possono avere tali obiettivi.

Per questo motivo sono richiesti, in particolare ai produttori di cereali, vino e ortofrutticoli,  brevi video per spiegare, in primo luogo, il valore e l’importanza dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari per salvaguardare la produzione alimentare; in secondo luogo, come vengono utilizzati questi prodotti (in modo razionale e con precauzioni di sicurezza); in terzo luogo, quali conseguenze avrebbero gli obiettivi di riduzione del 50% dell’uso dei prodotti fitosanitari sulla loro produzione, le rese, i prezzi dei prodotti alimentari e la sicurezza alimentare.

I video dovrebbero riprendere gli agricoltori, nelle loro aziende agricole, con i prodotti e le macchine utilizzate per la protezione delle piante. L’idea chiave è di mostrare al grande pubblico che gli agricoltori usano questi prodotti in modo sicuro e mirato, al fine di combattere i parassiti e le malattie che altrimenti distruggerebbero le colture, nonché spiegare le conseguenze che l’eliminazione progressiva di questi prodotti avrebbe sulla produzione in assenza di alternative sicure ed efficaci (qualunque sia la loro natura).

L’hashtag utilizzato sui social media sarà: #TargetsAreNotSolutions 

Per facilitare le riprese, in ogni video l’agricoltore potrebbe rispondere alle seguenti domande:
1. Perché deve applicare pesticidi nella sua azienda agricola? – Sia concreto, mostri un esempio di malattia sulle colture che affronta con i prodotti fitosanitari.
2. Come vengono applicati i prodotti fitosanitari/pesticidi e come si assicura di farlo in modo sicuro e sostenibile (evitando rischi/pericoli per le persone e la natura)?
3. Cosa significherebbe per la sua produzione l’assenza di prodotti fitosanitari sicuri ed efficaci e di alternative? Quale impatto avrebbe una riduzione del 50%, senza avere a disposizione alternative, sulla sua azienda agricola e sulle rese? – Si prega di concludere il video sottolineando che gli obiettivi non sono soluzioni e che stabilirli senza comprenderne l’impatto è pericoloso.

Si può scegliere di girare un video unico nel quale si risponde a tutte le domande, non più lungo di 3 minuti, oppure 3 video più brevi, di 1 minuto e 30 secondi ciascuno. Per filmare si può utilizzare la telecamera di un telefono cellulare. Gli agricoltori possono esprimersi nella propria lingua.

Il Copa-Cogeca assicurerà, in collaborazione con i suoi membri nazionali, che tutti i video siano sottotitolati in inglese. È importante che l’azienda agricola e le colture siano visibili, nonché i prodotti e le macchine utilizzate per il trattamento delle colture. Idealmente (se possibile) gli agricoltori dovrebbero mostrare che tipo di malattie colpiscono le colture.

I video devono essere inviati al Copa-Cogeca (ksenija.simovic@copa-cogeca.eu), con la completa autorizzazione per l’editing e la pubblicazione sui social media. 

Poiché la data di pubblicazione della strategia “Dal produttore al consumatore” è imminente, la scadenza per l’invio dei video è la fine della prossima settimana, il 15 maggio. 

Sunto Regolamenti EU 4/5/2020 Covid-19

Gazzetta ufficiale L 140 dell’Unione Europea 4 maggio 2020

Regolamento Delegato UE 2020/591,

Regolamento di esecuzione UE 2020/595, 2020/596, 2020/597, 2020/598, 2020/599.

Deroga UE 2020/600 al regolamento di esecuzione UE 2015/1368

della Commissione del 30 aprile 2020

Tale regolamento istituisce un regime eccezionale e temporaneo di aiuto . A causa dell’attuale pandemia di Covid-19 e delle forti restrizioni alla circolazione imposte negli Stati membri, si sono registrati cali della domande di determinati prodotti :

  • settore latte, dei prodotti lattiero-caseari in particolare formaggi, burro, latte scremato in polvere;

  • settore carni , prodotti quali carcasse ovine e caprine inferiore a 12 mesi, carni bovine di età non inferiore a otto mesi ;

  • settore apistico.

La diffusione della malattia e le misure in atto limitano la disponibilità di manodopera, compromettendo in particolare le fasi di produzione, come la raccolta e trasformazione del latte, la gestione degli allevamenti e dell’intera fase produttiva e di trasformazione.

Inoltre la chiusura obbligatoria di negozi, mercati all’aperto e altri esercizi ricettivi come quello del settore alberghiero e di ristorazione, a comportato cambiamenti significativi nella domanda di latte, dei prodotti lattiero-caseari, delle carni e dei prodotti derivanti dall’apicoltura.

Il solo settore alberghiero e della ristorazione è riconducibile circa il 15% della domanda interna di formaggio nell’Unione, inoltre sul mercato mondiale stanno annullando alcuni contratti e ritardando la conclusione di nuovi , prevedendo così un ulteriore calo dei prezzi, considerando che l’esportazione di formaggio verso i paesi terzi rappresenta 8% della produzione totale dell’Unione.

Tali squilibri tra l’offerta e la domanda sta generando una perturbazione economica nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, a seguito di questo i prezzi all’ingrosso del latte e dei prodotti derivati hanno subito cali considerevoli, in particolare dall’inizio di marzo 2020: 19% per il latte scremato in polvere e 14 % per il burro, i primi a subire un calo significativo, essendo i prodotti in cui il latte crudo in eccedenza viene trasformato quando la produzione di latte supera la domanda. Sulle basi dei prezzi del latte scremato in polvere e del burro si stima che il prezzo all’ingrosso del latte crudo abbia registrato una diminuzione del 24% tra l’inizio di febbraio e l’inizio di aprile. Si prevede un ulteriore calo dei prezzi in quanto il volume della produzione lattiera è destinato ad aumentare in primavera e in estate, che costituiscono l’alta stagione di questa filiera.

Per trovare un equilibrio nel settore latte e dei suoi derivati è opportuno autorizzare gli accordi e le decisioni di agricoltori, associazioni di agricoltori, associazioni di dette associazioni, organizzazioni di produttori riconosciute, associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute e organizzazioni interprofessionali riconosciute; per pianificare la produzione di latte crudo in funzione dell’evoluzione della domanda. Tali accordi dovranno essere autorizzati per un periodo di sei mesi a partire dal 1° aprile 2020 in coincidenza con la primavera e l’estate, per avere così un impatto più significativo.

Lo stesso settore alberghiero e della ristorazione rappresenta circa il 70% della domanda interna dell’Unione di diversi tagli di bistecca ottenuti dai quarti posteriori, con un calo della domanda, tali quarti posteriori sono adesso convertiti alla produzione di altri prodotti a base di carni bovine, facendo così calare i prezzi di mercato.

L’intero settore si trova a far fronte a una situazione di perturbazione del mercato dovuta ad un forte squilibrio tra l’offerta e la domanda, conseguenza il calo dei prezzi.

Per questi motivi vengono previsti aiuti per i seguenti prodotti:

  • 2020/591 Prodotti lattiero-caseari in particolare formaggi, tali prodotti devono avere un’età minima corrispondente al periodo di maturazione previsto dal disciplinare per i formaggi che beneficiano di una denominazione di origine protetta o di un’indicazione geografica protetta (Ue n. 115/2012), o di un normale periodo di maturazione fissato dagli Stati membri.

  • 2020/597 Prodotto burro

  • 2020/598 Prodotto latte scremato in polvere.

  • 2020/595 Prodotti carni, ammasso privato di carni ovine e caprine sotto i 12 mesi, per i prodotti che non sono stati ancora conferiti all’ammasso.

  • 2020/596 Prodotti carni, ammasso privato di carni fresche o refrigerate di animali della specie bovina. di età non inferiore a otto mesi.

Prodotti ammissibili: tali prodotti devono essere di qualità sana, leale e mercantile e originari dell’Unione. Presentazione domande dal 7 maggio 2020 termine ultimo il 30 giugno 2020.

Comunicazione dei quantitativi oggetto di domanda:

  • Lattiero-caseari, riguarda unicamente a prodotti che sono già stati conferiti all’ammasso, quantitativo minimo per domanda 0,5 tonnellate.

  • Prodotto burro , quantitativo minimo per domanda è di 10 tonnellate, aiuto concesso solo per il periodo di ammasso contrattuale compreso tra 90 e 180 giorni.

  • Prodotto latte scremato in polvere, quantitativo minimo per domanda è di 10 tonnellate, riguardante prodotti che sono gìà stati conferiti all’ammasso per un periodo contrattuale compreso tra 90 e 180 giorni.

  • Carni Ovine e Caprine, l’aiuto è concesso soltanto per quantitativi di carni fresche e refrigerate che non sono stati ancora conferiti all’ammasso, quantitativo ammissibile per ogni domanda è di 5 tonnellate. L’aiuto viene concesso per un periodo di ammasso 90,120 o 150 giorni

  • Carni bovine fresche e refrigerate di età non inferiore a otto mesi, ammissibile per ogni domanda è di 10 tonnellate, l’aiuto viene concesso per un periodo di ammasso di 90,120 o 150 gironi.

2020/599 Per i motivi sopra descritti vengono autorizzati accordi per un periodo di sei mesi dal 1°aprile 2020 per la pianificazione del volume di latte crudo da produrre tra agricoltori, associazioni di agricoltori, le dette associazioni, le organizzazioni di produttori riconosciute, le associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute e le organizzazioni interprofessionali riconosciute; tali accordi o decisioni verranno comunicate alle autorità competenti dello Stato membro che ha la più alta percentuale di volume stimato della produzione lattiera disciplinata da tali accordi o decisioni, indicando i seguenti elementi:

  • Volume di produzione stimato oggetto di tale accordo o decisione

  • periodo di applicazione

Entro 25 giorni dalla fine del periodo di sei mesi gli agricoltori o le associazioni di agricoltori o le varie organizzazioni, dovranno comunicare il volume di produzione effettivamente contemplato dagli accordi o dalle decisioni alle autorità competenti.

2020/600 Anche il settore Apistico ha avuto forti ripercussioni dalla situazione attuale dovuta al Covid-19 , gli stessi stanno avendo difficoltà finanziaria e problemi di liquidità, per attenuare tali difficoltà viene fatta deroga sul regolamento di esecuzione UE 2015/1368 della Commissione per quanto riguarda gli aiuti del settore. Art. 2 di tale regolamento viene specificato che per anno apicolo 2020 decorre dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2020. Art. 3: ciascuno Stato membro deve notificare alla Commissione la proposta di programma apicolo unico per l’intero territorio nazionale. Art. 6: gli Stati Membri possono modificare le misure del rispettivo programma durante l’anno apicolo. Tuttavia il massimale totale delle previsioni di spesa annuali non deve essere superato. È opportuno modificare il regolamento Ue 2015/1368 per consentire agli Stati membri di attuare le misure previste per l’anno 2020 anche dopo il 31 luglio 2020. Art. 55 paragrafo 1 regolamento UE 1308/2013: i programmi apicoli devono essere sviluppati in collaborazione con le organizzazioni rappresentative del settore apicolo. Prima di presentare domanda di modifica ai programmi apicoli, gli Stati membri dovrebbero consultare le organizzazioni interessate. Gli Stati membri possono modificare i rispettivi programmi apicoli in modo che le misure previste per l’anno apicolo 2020 possano essere realizzate dopo il 31 luglio 2020, ma non oltre il 15 settembre 2020. Tali misure si considerano effettuate per l’anno 2020.

Ufficio Tecnico

Settore zootecnia

“Covid19 : opportunità credito per le imprese”

A seguito del decreto liquidità tutte le aziende agricole possono accedere ai prestiti garantiti dallo Stato in quanto l’emergenza Covid-19 ha generato un danno di liquidità.

Le aziende agricole possono accedere a diverse linee di credito a seconda delle necessità aziendali:

–          prestito fino a 25.000 € con garanzia 100% Ismea pari al 25% dell’ultima dichiarazione fiscale presentata (art.13 comma m) durata massima di 72 mesi. Questo prestito “smart” viene rilasciato dalla banca previa presentazione di una dichiarazione (allegato 4bis) che è possibile richiedere presso il proprio ufficio di competenza. Questo prestito viene rilasciato in maniera rapida dalla banca in quanto non necessita di istruttoria e permette di avere una immediata liquidità.

–          Rinegoziazione del debito aziendale (art.13 comma e): vengono garantiti al 90% le rinegoziazioni del debito aziendale preesistente purché il finanziamento che viene garantito sia superiore di almeno il 10% del debito esistente dalla azienda agricola pre-decreto. Questo finanziamento permette alla azienda di spalmare i propri debiti in periodi più lunghi di tempo, rendendo le rate più sostenibili, necessita di una istruttoria da parte della banca ed uno studio di fattibilità

–          Microcredito: è una formula di credito volta alle piccole imprese per investimenti nella propria azienda. Il prestito è di 40.000 € (aumentabile a 50.000 €) e necessita di una istruttoria con la banca ed una autorizzazione dal fondo centrale del microcredito. Il prestito è garantito ma richiede tempi tecnici più lunghi.

Si fa presente che tutti questi interventi non sono a fondo perduto, ma sono tutti prestiti che dovranno essere restituiti all’istituto bancario.

L’unico intervento a fondo perduto che al momento è stato rinnovato fino al 30/09 è il contributo in conto interessi relativamente a prestiti garantiti da dei Confidi (Agrifidi) da parte della Regione Emilia-Romagna o da parte degli enti pubblici locali.

Cia è al lavoro su questo temi e a disposizione per fornire un servizio ai propri associati utile ad orientarli tra le diverse opportunità per individuare la soluzione migliore per la propria azienda. E’ necessario tenere presente che stiamo lavorando anche su altre forme di intervento, che probabilmente si aggiungeranno a queste in futuro e sulle quali sarà nostra cura tenervi aggiornati.

NOTA DI AGRINSIEME AL PRESIDENTE DELLA RAI E ALLA MINISTRA BELLANOVA

NOTA DI AGRINSIEME AL PRESIDENTE DELLA RAI E ALLA MINISTRA BELLANOVA

Agrinsieme – il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Confcooperative FedAgriPesca e Legacoop Agroalimentare) – è intervenuto su alcuni approcci che la televisione di stato sta promuovendo riguardo la comunicazione concernente il cibo e l’alimentazione. Nella lettera inviata al presidente della Rai e alla ministra Bellanova il riferimento è, in particolare, a due trasmissioni (Sapiens, la puntata del 28 marzo 2020 e “Indovina chi viene a cena” del 29 marzo), che hanno puntato la loro attenzione sulla zootecnia e sui sistemi allevatoriali moderni e razionali. Per Agrinsieme, il messaggio diffuso durante queste trasmissioni è stato tanto pericoloso quanto fuorviante. Spinge il telespettatore a sviluppare immotivate paure nonché ragionamenti che si basano più su teoremi precostituiti, avulsi da una completa analisi dei dati e delle situazioni ed inducendo anche a delle scelte di consumo del tutto ingiustificate.

La Cia c’è, per affrontare insieme presente e futuro

La drammaticità di questo periodo ci porta a stravolgere le nostre abitudini. La nostra libertà individuale viene limitata da esigenze di carattere superiore, siamo costretti a rimanere a casa o a muoverci entro ambiti ben delimitati, il modo di rapportarci tra di noi, a sua volta, è fortemente limitato proprio in un momento in cui avremmo anche più bisogno di stare vicini e di sostenerci. Ognuno di noi è preoccupato per la propria salute e per quella dei propri cari. Conosciamo persone o loro parenti contagiati da COVID 19 e, purtroppo, in qualche caso anche colpiti da lutti. Viviamo l’incertezza di quanto durerà questo periodo e quali saranno le ripercussioni economiche sul sistema, sulla nostra attività e, di conseguenza, sulle nostre famiglie. La sospensione di molte attività ha portato ad un rallentamento generale del nostro sistema economico, ma, proprio in questa situazione, diventa indispensabile scegliere quali attività devono continuare, perché e come. Queste scelte vanno fatte in tempi rapidi e sono e devono essere frutto di un confronto continuo tra istituzioni e le rappresentanze di tutti i settori e tutte le categorie. Tra le certezze che stanno emergendo a causa di questa epidemia vi è quella relativa all’importanza di un sistema sanitario all’altezza e, subito dopo, l’importanza dei corpi intermedi che, oltre a compiere attività di rappresentanza, sono anche punti di riferimento per categorie economiche e persone.

Durante le ultime assemblee “La Cia incontra gli associati” (che, a causa dell’emergenza Coronavirus, non siamo riusciti a terminare), avevamo parlato dell’importanza di pagare una tessera e quindi di essere rappresentati: siamo stati involontari profeti, perché in questo momento in cui, ora per ora, si modificano regole che riguardano persone ed attività, se non ci fossero le organizzazioni professionali agricole, nessuno si occuperebbe e preoccuperebbe del nostro settore, se non altro perché si fa fatica dall’esterno a conoscerlo e a capirlo in tutta la sua complessità. Questo è confermato anche da alcuni articoli comparsi sui giornali da parte di importanti studi privati, che danno servizi ad aziende agricole ma non le rappresentano in tutti i loro aspetti e bisogni e soprattutto non le rappresentano davanti alle istituzioni: si tratta di soggetti che parlano del valore e dell’importanza del mondo agricolo, ma non sanno bene cosa significhi essere sul pezzo in maniera concreta, ora per ora, e fare un lavoro di confronto e mediazione continui, anche di notte, per portare a casa la modifica di una legge o di una circolare: a volte questo può fare la differenza per la sopravvivenza delle aziende e per poter consentire la prosecuzione del lavoro di tante persone.

A questo proposito voglio evidenziare come la notte scorsa siamo riusciti (e dico “siamo” perché qui la Cia ha avuto un ruolo fondamentale), a sbloccare l’attività Florovivaistica che ora si può esercitare alla luce del sole e nel pieno rispetto della legge.

Anche se di minore importanza, siamo riusciti a stralciare dall’ultima ordinanza regionale il divieto di abbruciamenti, che per diverse aziende era un limite nello svolgimento della propria attività.

Si è fatto chiarezza sulla possibilità di vendere sementi, concimi e prodotti chimici: su questo tema da lunedì scorso si era aperto un forte dibattito sull’interpretazione della norma, risolto definitivamente inserendo l’apposito codice Ateco tra le attività ammesse.

Per quanto riguarda gli agriturismi, si sta facendo chiarezza lavorando sulle interpretazioni normative per evitare eccessive restrizioni (come invece stava avvenendo) e permettere, per quanto possibile, a queste aziende di limitare i danni e proseguire l’attività.

Purtroppo rimane l’esclusione dalle attività ammesse della silvicoltura. Ci siamo trovati davanti un muro. Non ci fermiamo e proseguiremo il confronto con le istituzioni: per ora ci stiamo confrontando con la prefettura per ottenere delle deleghe individuali, vi terremo informati sugli sviluppi.

Continuiamo a vigilare e a segnalare eventuali pratiche sleali, in particolare nei confronti della vendita diretta: quest’ultimo è un altro dei temi caldi su cui continua l’attività dell’organizzazione.

Altro fronte su cui si è lavorato, è la richiesta di una semplificazione burocratica di alcune pratiche per evitare di passare di persona dagli uffici in questo momento particolare: qui è giusto riconoscere la forte collaborazione e disponibilità all’ascolto dall’assessore regionale all’agricoltura Mammi.

Per quanto riguarda i danni da gelate, non sarebbero previsti interventi particolari in quanto si tratta per lo più di colture assicurabili ma, anche qui, vista l’eccezionalità dell’evento, stiamo lavorando con la Regione per ottenere una deroga alla legge 102 che regola le calamità. Nel frattempo è opportuno fare le segnalazioni per delimitare il territorio nelle aree colpite dall’ondata di gelo. Da subito l’assessorato regionale ha attivato una procedura telematica per fare ciò: pur apprezzando questa iniziativa, l’abbiamo trovata un po’ troppo complessa dato anche il momento, pertanto abbiamo chiesto e ottenuto di farlo in maniera massiva attraverso Cia (potete rivolgervi agli uffici, sempre per mezzo di mail o telefono).

I fronti aperti su cui stiamo lavorando sono tanti. Per agevolarvi potete trovare uno schema semplificato. Schema che teniamo continuamente aggiornato sul sito di Cia Romagna.

Per quanto riguarda l’aggiornamento è opportuno sapere che in questi giorni sui giornali si leggono diversi proclami da parte di tante sigle, così come si parla molto delle varie proposte che emergono da più parti: questa overdose di notizie rischia di creare confusione e incertezza. Noi cerchiamo di diffondere notizie chiare e le divulghiamo solamente quando sono ufficiali.

La Cia continuerà a fare tutto il possibile per accompagnare gli associati sia nella rappresentanza sia nei servizi in questo periodo drammatico, con attenzione sul presente ma con lo sguardo rivolto al futuro che andremo a costruire. Nulla sarà uguale a prima. La CIA c’è per affrontare insieme presente e futuro.

 

La paura nella solitudine, di Wiliam Signani

Non credevo nella mia giovane vecchiaia di trovarmi in una situazione come questa.

In questo mese di fine inverno e inizio primavera, dove la natura comincia pian piano a risvegliarsi, le giornate diventano più lunghe, più tiepide, senti i canti innamorati degli animali e tu essere umano non puoi aderire a questo risveglio perché qualcosa si è inceppato, quel qualcosa si chiama CORONAVIRUS.

Oggi siamo tutti in quarantena, dobbiamo stare dentro a un meccanismo che si chiama RESTRIZIONE: mi rendo conto che non sia facile, ma dobbiamo rispettare le regole, ci piaccia o non ci piaccia.

Noi anziani siamo la categoria più a rischio; siamo anche la categoria che dovrebbe fare meno fatica a restare in casa. Per me non è un sacrificio, perché nella mia gioventù ho conosciuto restrizioni dovute alla mancanza di mezzi economici che non ti permettevano di soddisfare i tuoi sobri sogni. Anche noi anziani oggi soffriamo, per il semplice motivo che quel minimo benessere ottenuto con rinunce e sacrifici viene messo in discussione da fenomeni complessi, che individuo nella violenza perpetrata in questi ultimi settanta anni al nostro Pianeta.

Noi agricoltori siamo coloro che pagano dazio due volte: primo, perché facciamo parte di questo MONDO; secondo, perché le grandi innovazioni introdotte nel settore agricolo – biologico, biodinamico e lotta controllata ai parassiti e altro ancora – non sono state sufficienti, in quanto settori diversi da quello agricolo le hanno cancellate per raggiungere il massimo profitto: così, oggi, ne paghiamo le conseguenze.

Quando tutto questo finirà, il Mondo dovrà porsi una grande riflessione: come intervenire sul futuro, e con quali misure, per non continuare a violentare la Natura e orientare il Mondo su un nuovo sviluppo economico, garantendo piena occupazione.

Sono preoccupato. Spero che il nostro Sistema sanitario regga: sta affrontando una sfida immane. Tanti sostengono che il privato è bello: io continuerò a decantare e sostenere che un buon sistema pubblico mette tutti sullo stesso piano e contribuisce all’umanizzazione della società.

Grazie all’impegno di coloro che lavorano nell’ambito della sanità. Ce la faremo: noi, però, dobbiamo essere bravi a sostenerli.

Grazie

Wiliam Signani, presidente Anp Romagna

27 marzo 2020

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