Danni da gelate – Bene l’emendamento del senatore Collina, ma i fondi sono ancora del tutto insufficienti per l’ortofrutta

Cia Romagna, nell’esprimere apprezzamento per l’emendamento del senatore Pd Stefano Collina (sottoscritto anche dai senatori Daniele Manca e Mino Taricco) – che ha portato da 10 a 20 i milioni di Euro dello stanziamento per i danni da gelate nel “Decreto Rilancio” – torna a sottolinearne l’insufficienza e a ribadire che l’ortofrutta continua a non essere considerata.

“I legislatori continuano a dimenticare l’ortofrutta romagnola. La nostra azione politico-sindacale è partita appena uscito a luglio il “Decreto Rilancio” per mettere in evidenza l’insufficienza di questo fondo. Lo abbiamo fatto anche a mezzo stampa e anche sulle pagine di questo settimanale. Abbiamo considerato un successo l’inserimento della deroga rispetto alla legge 102 sulle calamità – specifica il presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi – ma senza soldi non ce ne facciamo nulla: è come avere una macchina senza benzina”.

La devastazione subita dalla produzione agricola, soprattutto in Romagna, e in particolare nell’area faentina, è stata epocale: le perdite sono arrivate fino al 90% o addirittura al 100% del raccolto per le gelate di fine marzo e inizio aprile. I danni causati dalle gelate sono stimati in 400 milioni di Euro per la nostra regione, dei quali oltre 200 milioni solo in Romagna.

“L’ortofrutta ha bisogno di risolvere problemi strutturali, ha bisogno di una politica seria per la copertura del rischio, ha bisogno di strategie condivise, oltre alla necessità di trovare soluzioni a una serie di problematiche trasversali a tutto il settore agricolo – afferma Misirocchi -. Fino a poco tempo fa ci ripetevamo che avremmo dovuto organizzarci, fare sistema, se volevamo essere più competitivi sul mercato, interno ed esterno, per collocare al meglio i nostri prodotti ortofrutticoli cercando anche nuovi sbocchi. Oggi il problema è cambiato: da tre anni a questa parte manca il prodotto: l’estremizzazione del clima, le specie aliene (in primis la cimice asiatica, ma non solo); le nuove o più acute fitopatie hanno ridotto drasticamente le rese, ben lontane dal potenziale e dalle medie storiche. Qualora la produttività tornasse a livelli normali, dovremo recuperare gli scaffali occupati da altri in giro per il mondo”.

Che l’ortofrutta non sia considerata da nessuno emerge anche dal fatto che è stata esclusa dai benefici dell’esonero straordinario dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro previsto dal Decreto Rilancio. Per Cia si tratta di un’altra grave disattenzione del Governo e sollecita l’allargamento della platea dei beneficiari con l’intervento risolutivo da parte dei ministeri coinvolti (Economia e Finanze, Lavoro e Politiche agricole).

In questo 2020 che di ordinario non ha nulla, l’emergenza principale è la sopravvivenza delle imprese. “Se non si interviene, è un problema serio non solo per l’ortofrutta, ma per l’economia e la tenuta sociale del territorio – sottolinea Misirocchi – È in discussione l’indotto, il lavoro e il reddito di tutti… La crisi ortofrutticola ha un effetto devastante e il rischio di disinvestimento è veramente forte. In un momento segnato da una grave crisi – conclude Misirocchi – vanno pensati e applicati tutti gli strumenti possibili per la tenuta e lo sviluppo economico dell’intera filiera, in un’ottica di rilancio del Paese. In gioco ci siamo tutti”.

Cia Romagna ha incontrato il consigliere regionale Pompignoli

Il presidente Danilo Misirocchi e il Direttore Mirco Bagnari hanno incontrato il 21 settembre a Cesena, nella sede centrale di Cia Romagna, il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli. Cia Romagna ha nuovamente messo in fila una serie di tematiche per le quali chiede massima attenzione e sensibilizzazione alla Regione, anche nell’ambito della Conferenza delle Regioni e nei confronti con il Governo.

L’emergenza principale in questo momento è la sopravvivenza delle imprese e quindi, fra le altre cose, Cia sottolinea l’importanza di misure come il sostegno ai Confidi e il ruolo svolto da Agrifidi. Inoltre, Cia ribadisce che sull’emergenza maltempo vengano indirizzate risorse più consistenti – rispetto a quanto fatto fino ad ora con i 10 mln di euro previsti nel Decreto Rilancio – e adeguate per poter affrontare la situazione, semplificando le procedure per l’erogazione delle risorse.

Per le imprese delle zone montane e collinari anche il tema della fauna selvatica è determinante: gli attacchi e i danni sono continui. Cia chiede di riprendere e assicurare le attività di controllo e renderle efficaci; di passare dal concetto di “tutela” a quello di “gestione”; di mettere in campo interventi che vadano oltre i mezzi di dissuasione; di semplificare e potenziare le misure che spesso (per entità e complicazione burocratica) disincentivano gli imprenditori a partecipare ai relativi bandi. Per le aree interne un altro tema dirimente – oltre all’estensione della banda larga e alla presenza di servizi – è la manutenzione del territorio. La riduzione della presenza di aziende agricole rischia di fare venire meno un importante presidio contro il dissesto idrogeologico (con conseguenze importanti nelle zone a valle). Cia sottolinea che servono investimenti importanti su questo fronte (che possono coinvolgere le aziende che operano sul territorio con il giusto riconoscimento), oltre che sulle manutenzioni delle strade e dei collegamenti (senza infrastrutture adeguate non ci sono condizioni per poter vivere e fare impresa).

Alcuni altri argomenti messi in evidenza da Cia Romagna nel corso dell’incontro riguardano la questione delle rese vitivinicole, la manodopera e la sostenibilità ambientale.

Per il vitivinicolo Cia chiede alla Regione di non avallare scelte che possono danneggiare le aziende del nostro territorio (come la riduzione eccessiva delle rese per ettaro consentite).

In merito al tema manodopera, Cia mette in evidenza che bisogna trattare la questione immigrazione senza ideologismi e con obiettività per difendere gli interessi legittimi delle aziende.  Per scongiurare il pericolo “caporalato” e sfruttamento bisogna consentire a chi proviene dall’estero di lavorare in condizioni accettabili e di ricevere adeguata formazione e integrazione da un lato e, dall’altro, serve garantire condizioni accettabili e dignitose per le aziende (in termini di redditività e di operatività), allentando vincoli e costi burocratici e oneri sociali.

Sul tema della sostenibilità ambientale Cia sottolinea l’importanza di continuare a finanziare interventi per investimenti sulla razionalizzazione dell’uso delle risorse idriche, ma anche per la corretta gestione del sistema delle bonifiche e della captazione dell’acqua tramite realizzazione di bacini irrigui.

Nell’incontro con il consigliere Pompignoli, Cia ha affrontato anche l’argomento del “green new deal”. Cia ricorda che nella nostra regione l’agricoltura ha intrapreso già da molti anni un cammino importante per ridurre l’impatto della chimica sulle coltivazioni (agricoltura integrata) e richiedere uno sforzo pari a quello di altri territori nella riduzione della chimica è sproporzionato e sbagliato. Per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto (come nuovi parassiti o inasprimento di fitopatologie) è utile un uso mirato, ma imprescindibile, di una chimica evoluta e di qualità. La rincorsa alla sostenibilità ambientale non può essere un semplice slogan a danno della sostenibilità economica delle aziende. Il richiamo al biologico non può prescindere dai temi della produttività e dei prezzi finali dei prodotti che orientano i consumatori e dal garantire la giusta redditività per le imprese, che per raggiungere determinati standard devono investire risorse consistenti.

Bonus “donne in campo” – Scheda informativa

In attesa della pubblicazione delle disposizioni attuative, gli uffici di Cia Romagna hanno predisposto una scheda informativa sul bonus “donne in campo” (Decreto Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 9/07/2020 pubblicato in G.U. il 26/08/2020 provvedimento attuativo dell’art.1, comma 504, della legge di Bilancio 2020). Di seguito le informazioni di dettaglio.
Stanziamento: 15 milioni di euro per il 2020.

Caratteristiche:

  • mutuo agevolato finalizzato alla realizzazione di progetti di investimento nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;
  • richiedenti sono micro/piccole/medie imprese amministrate e condotte da una donna in possesso della qualifica di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto; in caso di società, essere composte per oltre la metà dei soci da donne in possesso della qualifica di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto, come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola;
  • i richiedenti devono esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 c.c., essere iscritti nel registro delle imprese, avere la sede nel territorio nazionale;
  • non possono essere in liquidazione volontaria, non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non possono presentare domande i soggetti che hanno ricevuto e non rimborsato gli aiuti individuati come illegali o incompatibili con la Commissione Europea;
  • non rientrare tra le imprese in difficoltà.

Agevolazioni:

  • importo massimo concedibile 300.000,00 euro: l’importo non potrà essere superiore al 95% delle spese ammissibili;
  • tasso zero;
  • durata dai 5 ai 15 anni, comprensivi del periodo di preammortamento;
  • le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese.

Garanzie:

  • l’impresa beneficiaria del finanziamento dovrà garantire la copertura del programma di investimento (comprensivo di IVA) con risorse proprie o con un finanziamento esterno per un importo pari al 20% delle spese ammissibili;
  • il mutuo agevolato dovrà essere garantito da ipoteca, da iscrivere in primo grado per un valore del 120% dell’importo concesso, o in alternativa da fidejussione bancaria o assicurativa.

Iniziative finanziabili:

  • miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzione e delle attività connesse;
  • miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali purché non si tratti di investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell’Unione Europea;
  • realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura;
  • Nota Bene – i progetti non possono essere avviati prima della presentazione della domanda e dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni;

 

Spese ammissibili per la realizzazione del progetto:

  • studio di fattibilità, comprensivo delle analisi di mercato, nella misura massima del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare; la somma delle spese relative allo studio di fattibilità e alla progettazione non può superare il limite del 12% dell’investimento da realizzare;
  • opere agronomiche e di miglioramento fondiario;
  • opere edilizie per la costruzione e il miglioramento di beni immobili;
  • oneri per il rilascio della concessione edilizia;
  • allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature;
  • beni pluriennali;
  • acquisto di terreni, nella misura massima del 10% dei costi ammissibili;
  • formazione specialistica dei soci e dipendenti del soggetto beneficiario, funzionali e commisurati alla realizzazione del progetto;
  • Nota Bene – non sono ammissibili le spese sostenute per la costruzione o la ristrutturazione di fabbricati rurali non strettamente connesse con l’attività prevista dal progetto;
  • Nota Bene – non possono essere concessi aiuti per:
  • l’acquisto di diritti di produzione, diritti all’aiuto e piante annuali;
  • impianto di piante annuali;
  • lavori di drenaggio;
  • investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell’Unione, ad eccezione degli aiuti concessi entro ventiquattro mesi dalla data di insediamento dei giovani agricoltori;
  • acquisto di animali.

“Sostegno a favore degli agricoltori colpiti dall’emergenza Covid-19”: pubblicato un bando regionale con scadenza il 22 settembre

La Regione Emilia-Romagna il 5 agosto ha pubblicato il bando “Sostegno a favore degli  agricoltori colpiti dalla emergenza Covid-19”. È rivolto alle aziende agrituristiche e alle fattorie didattiche per l’assegnazione di un contributo a fondo perduto di 2.000 o 1.000 euro. Il contributo sarà erogato in 2 trance, il 70% fino al raggiungimento delle risorse disponibili, ovvero 2 milioni e 980mila euro, e il restante 30% a seguito della verifica dell’istruttoria da parte della Regione.

Si tratta di un sostegno forfettario, non subordinato al sostegno di spese da parte dei beneficiari, dall’importo una tantum per ciascuna azienda agricola:

– 2.000 euro per le aziende agrituristiche

– 1.000 euro per le fattorie didattiche

Nel caso di aziende agrituristiche che esercitino anche attività di fattoria didattica si applica esclusivamente l’importo per le aziende agrituristiche. Non è pertanto ammesso il cumulo delle due tipologie di sostegno, 

Cumulabilità: ai sensi del comma 6 dell’art 39 ter del Reg. (UE) 1305/2013, l’entità del sostegno ha tenuto conto della possibilità di accedere ad altre sovvenzioni nell’ambito di strumenti nazionali o unionali o di regimi privati per rispondere all’impatto della crisi di COVID-19. Pertanto, l’aiuto è cumulabile con qualsiasi intervento straordinario funzionale all’attenuazione delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, nei limiti massimi previsti dal regime di aiuto notificato di 800.000 euro per impresa (al lordo di qualsiasi imposta o onere).

Beneficiari: possono beneficiare degli aiuti le imprese aventi quale attività o oggetto sociale l’esercizio dell’attività agricola di cui all’art. 2135 del Codice Civile, singole o associate.

Condizioni di ammissibilità:

– risultare iscritte all’Anagrafe regionale delle aziende agricole con fascicolo digitale formalmente completo e validato, conformemente ai contenuti dell’allegato “A” alla determinazione n. 19019 del 28/11/2016, così come integrata con determinazione n. 3219 del 3 marzo 2017;

– essere iscritti negli elenchi di cui all’art. 30 della LR n. 4/2009 “Disciplina dell’agriturismo e della multifunzionalità delle aziende agricole”.

– risultare attive alla data di presentazione della domanda di sostegno;

– aver avviato tali attività non più tardi del 31 gennaio 2020

– l’impresa dovrà avere posizione previdenziale regolare (DURC). Nel caso di impresa costituita in forma di società di persone la verifica della regolarità contributiva include quella delle posizioni individuali dei singoli soci/soggetti partecipanti in relazione all’attività agricola. Il requisito sarà verificato in sede di istruttoria della domanda di sostegno e in fase di liquidazione.

Presentazione domande

Le domande andranno presentate da mercoledì 5 agosto 2020fino al 22 settembre 2020 ore 13:00

Obblighi di pubblicità

I beneficiari dovranno dare adeguata informazione e pubblicità sul sostegno ricevuto. In particolare, vi è l’obbligo di dare informazione del sostegno ricevuto sul sito per uso professionale, ove il beneficiario ne disponga ed eventualmente esposizione della targa o del cartello dopo aver ricevuto la determina di concessione.

Per maggiori informazioni contattare il referente tecnico territoriale di riferimento  

bando e documenti utili/del-1018-bando-op-21-1-01.pdf

PROTOCOLLO PER ASSISTENTI FAMILIARI RIENTRANTI DALL’ESTERO

Il protocollo della Regione Emilia – Romagna, stabilito con DPR n. 159 del 12/08/2020, si pone come obbiettivo di istruire un percorso di presa in carico delle assistenti familiari rientranti al lavoro sul territorio nazionale e provenienti dall’estero.

Protocollo rientro badanti estero

Il rientro in Emilia-Romagna si può segnalare anche attraverso la piattaforma di cui al sito http://salute.regione.emilia-romagna.it/rientro-estero specificando i motivi del rientro e il paese dal quale si rientra.

 

EMERGENZA COVID-19: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO IN AZIENDA

OBBLIGHI PER L’INGRESSO IN ITALIA DI LAVORATORI PROVENIENTI DALL’ESTERO

A decorrere dal 3 giugno 2020, in esecuzione dell’Art. 6 del Decreto Presidenza Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020, tutti coloro che fanno ingresso in Italia tramite trasporto aereo, marittimo, ferroviario e stradale, provenienti da Stati non appartenenti al seguente elenco:

  • Stati membri dell’Unione Europea;
  • Stati non-UE firmatari dell’accordo di Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera);
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord;
  • Andorra, Principato di Monaco;
  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

sono soggetti ai seguenti determinati obblighi, indipendentemente dalle loro condizioni di salute:

  • Comunicare il loro ingresso in Italia al Dipartimento Sanità Pubblica dell’Ausl territorialmente competente in base al luogo ove intendono soggiornare nel corso del periodo di quarantena precauzionale;
  • sottoporsi a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni;
  • in caso di insorgenza di sintomi da Covid-19 segnalare la situazione all’Ausl con i numeri telefonici appositamente dedicati e comunicati all’avvio della quarantena precauzionale.

Per i soggetti sottoposti a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario è consentito soltanto fare nel minor tempo possibile il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento (in questo tragitto non è consentito l’uso di mezzi di trasporto pubblico, mentre è consentito il noleggio di autovetture, taxi o noleggio con conducente).

A tali obblighi sono tenuti anche coloro che, pur provenendo da un paese UE o comunque autorizzato, abbiano soggiornato nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia in Paesi non autorizzati.

È vietato l’ingresso in Italia a chi ha soggiornato o è transitato nei 14 giorni precedenti da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica Domenicana, Serbia.

Tutti i soggetti provenienti da Paesi non europei o esclusi da accordi Schengen possono entrare in Italia con obbligo di motivazione solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, motivi di salute, o comprovate ragioni di studio

È consentito l’ingresso senza specificare la motivazione da Australia, Canada, Georgia, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay (Montenegro e Serbia dal 16/07 sono nei paesi a rischio, compresa l’Algeria dal 30/07).

Resta l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per tutti coloro che fanno ingresso in Italia da Paesi extra Cee o da chi nei 14 giorni precedenti ha soggiornato in Romania e Bulgaria.

Clicca qui per i moduli comunicazione ingresso Ausl Romagna

 

DATORI DI LAVORO – PROTOCOLLI DI SICUREZZA

 

MOD._INFORMATIVA PER I LAVORATORI

 

MOD_INFORMATIVA LAVORATORI STRANIERI

 

MOD_PRESCRIZIONI INGRESSO IN AZIENDA DI DIPENDENTI-CLIENTI-TERZI (2)

 

MOD._SCHEDA INFORMAZIONE FORMAZIONE E CONSEGNA DPI (2)

 

MOD._CHECK-LIST MISURE PER IL CONTRASTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID-19

Regione – Secondo programma operativo De Minimis e Covid-19

La scadenza per la presentazione delle domande è il 19 ottobre 2020.  Gli uffici di Cia Romagna sono a disposizione per informazioni e per la redazione della domanda.

La Regione Emilia-Romagna, grazie anche al finanziamento delle Camere di Commercio, ha emanato un secondo bando per la richiesta di prestiti con contributo in conto interessi.
Questo secondo bando è pressoché uguale a quello di inizio anno, ci sarà il contributo per la richiesta di un prestito a breve termine (12 mesi – cambiale agraria) o a medio termine (48-60 mesi).
Sarà possibile fare una richiesta specifica per chi ha avuto “danno covid” e “non danno covid”. Si sottolinea che il “danno covid” deve essere dimostrabile (agriturismi) perché come scritto nel bando i controlli verranno fatti dalla Guardia di Finanza.
I contributi concessi dalla Regione per chi ha avuto danni Covid o meno sono gli stessi: 2% per prestiti a 12 mesi e 2,5% (annuo) per i primi 36 mesi per i prestiti a 48-60 mesi. Questi contributi portano ad avere prestiti a interessi molto bassi oltre alla garanzia privata di Agrifidi (20% per 12 mesi e 30% per 48-60 mesi). Il contributo viene concesso in regime DE-MINIMIS pertanto è necessario che il socio sia in regola con i pagamento dei contributi previdenziali.
Il bando pone come prima priorità la circostanza che l’azienda abbia almeno 2 ettari di impianti frutticoli in produzione presenti nei comuni inseriti nelle zone del territorio delimitate dalla Regione a seguito delle gelate dal 24 marzo 2020 al 3 aprile 2020. Da ricordare il fatto che i prestiti a medio termine sono compatibili con un periodo di 24 mesi di preammortamento, che dovrà essere concordato con la banca.
Questo strumento della Regione va incontro alle esigenze del mondo rurale, soprattutto verso chi ha aderito allo slittamento della cambiale agraria preesistente al 30/09 e verso le aziende che stanno facendo molta fatica a ottenere il prestito dei 30.000 euro con garanzia statale.

Incontro con il consigliere regionale Liverani

Nei giorni scorsi il presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi e il direttore Mirco Bagnari hanno incontrato il consigliere regionale della Lega Andrea Liverani, che aveva espresso alla Confederazione il desiderio di fare il punto sul settore. “Giudichiamo positiva la richiesta arrivata da Liverani – commenta Misirocchi – Durante l’incontro abbiamo condiviso la preoccupazione per quello che sarà l’impatto delle gelate sul territorio romagnolo, ottenendo l’impegno del consigliere all’interno dell’Assemblea regionale e la sua disponibilità a collaborare con tutte le forze politiche. Abbiamo espresso soddisfazione per questa posizione, che ci sembra essere un salto di qualità della politica rispetto a ciò a cui abbiamo dovuto assistere negli ultimi tempi. Ovvero una politica litigiosa che parla soprattutto alla pancia degli elettori e non sembra in grado di fare progetti e indicare percorsi per il futuro”.

Nel corso dell’incontro Cia Romagna ha esposto le necessità del settore e sono state affrontate anche le problematiche relative alla reperibilità ed al costo della manodopera. “La particolare situazione del nostro settore, dovuta a Covid, maltempo, cimice asiatica, solo per fare alcuni esempi, si inserisce purtroppo in un quadro generale del Paese di assoluta debolezza – aggiunge Misirocchi -Da parte nostra c’è grande preoccupazione e chiediamo alla politica un forte senso di responsabilità”.

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