La paura nella solitudine, di Wiliam Signani

Non credevo nella mia giovane vecchiaia di trovarmi in una situazione come questa.

In questo mese di fine inverno e inizio primavera, dove la natura comincia pian piano a risvegliarsi, le giornate diventano più lunghe, più tiepide, senti i canti innamorati degli animali e tu essere umano non puoi aderire a questo risveglio perché qualcosa si è inceppato, quel qualcosa si chiama CORONAVIRUS.

Oggi siamo tutti in quarantena, dobbiamo stare dentro a un meccanismo che si chiama RESTRIZIONE: mi rendo conto che non sia facile, ma dobbiamo rispettare le regole, ci piaccia o non ci piaccia.

Noi anziani siamo la categoria più a rischio; siamo anche la categoria che dovrebbe fare meno fatica a restare in casa. Per me non è un sacrificio, perché nella mia gioventù ho conosciuto restrizioni dovute alla mancanza di mezzi economici che non ti permettevano di soddisfare i tuoi sobri sogni. Anche noi anziani oggi soffriamo, per il semplice motivo che quel minimo benessere ottenuto con rinunce e sacrifici viene messo in discussione da fenomeni complessi, che individuo nella violenza perpetrata in questi ultimi settanta anni al nostro Pianeta.

Noi agricoltori siamo coloro che pagano dazio due volte: primo, perché facciamo parte di questo MONDO; secondo, perché le grandi innovazioni introdotte nel settore agricolo – biologico, biodinamico e lotta controllata ai parassiti e altro ancora – non sono state sufficienti, in quanto settori diversi da quello agricolo le hanno cancellate per raggiungere il massimo profitto: così, oggi, ne paghiamo le conseguenze.

Quando tutto questo finirà, il Mondo dovrà porsi una grande riflessione: come intervenire sul futuro, e con quali misure, per non continuare a violentare la Natura e orientare il Mondo su un nuovo sviluppo economico, garantendo piena occupazione.

Sono preoccupato. Spero che il nostro Sistema sanitario regga: sta affrontando una sfida immane. Tanti sostengono che il privato è bello: io continuerò a decantare e sostenere che un buon sistema pubblico mette tutti sullo stesso piano e contribuisce all’umanizzazione della società.

Grazie all’impegno di coloro che lavorano nell’ambito della sanità. Ce la faremo: noi, però, dobbiamo essere bravi a sostenerli.

Grazie

Wiliam Signani, presidente Anp Romagna

27 marzo 2020

Vademecum vendita diretta, agriturismi, consegna a domicilio, vivai – Emergenza Covid-19

A seguito dell’ultimo Dpcm del 22 marzo 2020 è stato realizzato un vademecum che sintetizza le normative valide al momento sul territorio nazionale e zona rossa RIMINI. La sintesi comprende normative sanitarie, amministrative e fiscali dedicata alla vendita diretta, agli agriturismi, per la parte dedicata alla consegna a domicilio, ed ai vivai.

È bene svolgere l’attività di vendita nel comune dove ha sede legale l’azienda o nei comuni limitrofi, salvo disposizioni diverse del territorio. In Provincia di Rimini la vendita è consentita dalle 6 alle 18.

ATTIVITÀ AGRICOLE CONSENTITE
Tra le attività consentite sono presenti quelle agricole primarie di coltivazione e allevamento, l’esercizio delle lavorazioni agro-meccaniche svolte per conto terzi, le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere agricole e zootecniche (Sezione A, Codice 01, Ateco 2007). È comunque consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di prodotti agricoli e alimentari.
Restano sempre consentite le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività, previa comunicazione al Prefetto della provincia dove si trova l’attività produttiva. In essa vanno indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite.
ATTIVITÀ AGRICOLE SOSPESE
Tra le attività più comunemente svolte in ambito agricolo, SONO da ritenersi SOSPESE:
– attività di alloggio per le attività agrituristiche;
– l’enoturismo;
– le attività delle fattorie didattiche;
– le attività di cura e manutenzione di aree verdi, parchi e giardini.
– vendita diretta in mercati e mercati agricoli
– non possono essere esercitate le attività di commercializzazione al minuto che riguardano beni non di prima necessità

VADEMECUM PER EMERGENZA COVID-19

AGRITURISMO

IL Dpcm del  22 marzo 2020 dal 25 marzo SOSPENDE in tutti i territori nazionali tutte le l’ATTIVITÀ DI ALLOGGIO. Qualora l’agriturismo desse alloggio a persone impiegate in ritenute attività essenziali  può chiedere al Prefetto la continuazione dell’attività.

È consentita l’attività ristorativa con consegna a domicilio: per poterla svolgere occorre rispettare le norme qui sotto riportate.

La recente ordinanza regionale del 08/03/2020 ha inquadrato gli agriturismi all’interno della categoria ristorativa.

In caso di consegna a domicilio si applicano le regole definite prima con aggiunta delle seguenti:

  • integrare manuale di Haccp
  • destinare alcune zone/aree al ritiro dei pasti da parte delle persone che si occupano della consegna, separate dai locali o cucine in cui avviene la preparazione del cibo, in cui è necessario applicare procedure di pulizia/igienizzazione straordinarie;
  • i pasti o il cibo preparato per la consegna va posto in appositi contenitori per alimenti (vaschette, sacchetti, ecc.), chiusi tramite adesivi “chiudi-sacchetto” ecc., per assicurarne la chiusura;
  • gli agriturismi mettono a disposizione del proprio personale prodotti igienizzanti, assicurandosi del loro utilizzo tutte le volte che ne occorra la necessità;
  • evitare il contatto tra alimenti crudi e cotti durante le preparazioni e seguire le disposizioni di carattere generale riportate nei manuali di autocontrolli inerenti l’attività di ristorazione agrituristica.

Ai fini iva, i cibi preparati e pronti per essere consumati configurano una cessione di beni e non anche una prestazione di servizi.

Di conseguenza, l’aliquota iva applicabile non sarebbe quella del 10%. Essa deve essere individuata di volta in volta a seconda delle componenti che costituiscono i pasti stessi.

 

VENDITE DIRETTE

  • sono sospese le attività commerciali al dettaglio fatta eccezione per le attività di vendita di prodotti alimentari individuate analiticamente nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo.
  • sono sospese le attività svolte nell’ambito dei mercati e di vendita diretta in azienda;
  • non sono previste restrizioni per le attività del “settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che forniscono beni e servizi.”  compresa la possibilità, di svolgere l’attività di vendita diretta dei prodotti agricoli di natura alimentare. E’ consentito lo spostamento degli imprenditori agricoli, oltre che il trasporto dei prodotti aziendali, per l’approvvigionamento di mezzi tecnici e scorte aziendali così come per le consegne di tali beni da parte dei fornitori. Ogni spostamento deve essere autocertificato dall’apposito modello.
  • si deve ritenere possibile l’esercizio dell’attività di vendita diretta di bevande prodotte dagli imprenditori agricoli, ivi compresi vino e birra, in quanto indubbiamente le bevande appartengano al più ampio novero di generi alimentari la cui vendita è permessa.
  • Non possono essere esercitate le attività di commercializzazione al minuto che riguardano beni non di prima necessità.
  • Sono sospese tutte le attività che prevedono la somministrazione ed il consumo sul posto e quelle che prevedono l’asporto (compresi preparazione di pasti da portar via “take-away”)

Rispettare sempre le misure igienico sanitarie per prevenire la diffusione del virus:

  • lavarsi spesso le mani
  • Tenere presso il proprio banco un dispenser con disinfettante per le mani
  • Tutti gli operatori devono essere muniti di guanti e che con gli stessi non tocchino allo stesso tempo banconote e prodotti
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Evitare abbracci e strette di mano
  • Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno 1,5 m;
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • Usare per bottiglie e bicchieri solo usa e getta
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con  le mani
  • Nei punti vendita è necessario attivare misure che prevengano assembramenti e garantiscano la distanza interpersonale di almeno 1,5 m
  • Indossare abbigliamento pulito e copricapi
  • Non starnutire o tossire sui prodotti alimentari o usando le mani
  • In caso di malattie da raffreddamento non recarsi al  lavoro

 

NORME PER LA CONSEGNA A DOMICILIO DI PRODOTTI

  • È consentita solo la consegna a domicilio (ordine effettuato tramite piattaforma internet, telefono, ecc); rimane permessa la vendita di confezionato (es. v gamma). Non è consentita l’attività di asporto o take away, ovvero la vendita di prodotti alimentari cotti in cui il cliente si rechi presso il venditore.
  • Deve essere aggiornato il manuale di autocontrollo aziendale, in funzione di questa specifica attività accessoria, per fornire evidenza di aver analizzato i pericoli e individuato le procedure idonee al contenimento dei rischi sull’igiene fino al momento della consegna (allego integrazione manuale).
  • I prodotti venduti allo stato sfuso (es. ortofrutta, formaggi, salumi, ecc.) devono essere pesati, prezzati e preincartati, utilizzando preincarti per uso alimentare e mettendo sempre in evidenza gli eventuali allergeni.
  • I prodotti venduti preimballati (confetture, olio, vino, ecc.) devono essere correttamente etichettati.
  • L’azienda che effettua la consegna deve munirsi dei seguenti documenti: autocertificazione per spostamento; scontrino elettronico/fattura elettronica /DDT o registro delle consegne; visura CCIAA o PIVA (a giustificazione dell’attività agricola).
  • Il prodotto è accompagnato, se emesso da imprese agricole in regime iva ordinario, dal documento commerciale (cd. Scontrino), emesso dall’azienda prima della partenza. E’, invece, obbligatorio emettere la fattura secondo le vigenti norme, se espressamente richiesta dal cliente.
  • Mentre i produttori agricoli in regime iva speciale, che cedono prodotti propri appartenenti alla Tabella A, parte I, allegata al DPR 633/72 (prodotti agricoli principali es. frutta/vino), sono esonerati dall’emissione del documento commerciale. Per tali soggetti è, in ogni caso, opportuno accompagnare i prodotti ceduti da una quietanza di pagamento che assume rilevanza esclusivamente commerciale.
  • Ai fini Iva l’operazione di consegna a domicilio si configura comunque come cessione di beni e di conseguenza, alle cessioni in parola, devono applicarsi le aliquote iva proprie dei singoli prodotti ceduti.
  • Il trasporto deve avvenire utilizzando veicoli e contenitori puliti, nonché sottoposti a regolare manutenzione al fine di proteggere i prodotti alimentari da fonti di contaminazione, assicurando il mantenimento della catena del freddo, se richiesto dalle caratteristiche del prodotto
  • Prima, durante e dopo ogni consegna, l’addetto deve indossare mascherina di protezione, i guanti in nitrile usa e getta (che vengono eliminati dopo ogni singola consegna e igienizza le mani con gel alcolico con concentrazione di alcol tra 60-85%. Nel rispetto delle indicazioni del Dpcm 22 Marzo 2020, il ritiro dei cibi da parte delle persone addette e la relativa consegna al domicilio del cliente deve avvenire assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e sempre all’esterno del domicilio del consumatore.
  • Gli spostamenti sono limitati al comune di residenza o comuni limitrofi all’azienda agricola, al fine di garantire la temperatura adeguata al momento della consegna.
  •  L’attività di trasporto di alimenti per la consegna a domicilio non necessita di notifica sanitaria.

 

FLOROVIVAISMO

  • Non è possibile l’accesso nei cosiddetti “Garden” da parte del privato per l’acquisto dei prodotti florovivaistici ivi coltivati  e/o dei connessi beni commerciali ivi posti in vendita.
  • È possibile la vendita in loco ad imprenditori facenti parte della filiera “ del settore agricolo, zootecnico di trasformazione Agro-alimentare comprese le filiere che forniscono beni e servizi”, es. imprese agricole che acquistino piante da frutto per la propria attività.
  • Non possono essere esercitate le attività di commercializzazione al minuto che riguardano beni non di prima necessità.
  • E’ consentita la vendita al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili”, poiché rientra nelle attività di produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli ammesse dall’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020.

 

ATTIVITÀ DI SERVIZI GIARDINAGGIO

Il Dpcm del 22 marzo 2020 dal 25 marzo SOSPENDE in tutto il territorio nazionale tutte le attività di servizio.

 

Emergenza Covid-19, documento della Giunta nazionale Cia

L’emergenza epidemiologica derivante dalla diffusione del nuovo coronavirus (covid19), accanto alle pesanti ricadute sul fronte sanitario ormai sta producendo drammatiche conseguenze sulla tenuta economico e sociale del Paese.

– Per quel che concerne il settore agricolo, le prime ripercussioni riguardano il settore agrituristico (le cui prenotazioni per i prossimi mesi sono state di fatto azzerate) e l’internazionalizzazione per effetto di limitazioni e ostacoli al traffico di merci ma anche in seguito a fenomeni di allarmismo nei confronti del cibo Made in Italy che si registrano all’estero.

– Tali fronti aperti, si stanno rapidamente e negativamente riverberando sui principali comparti agricoli con effetti evidenti e incisivi sia nell’immediato sia in prospettiva.

– La crisi si espande velocemente tanto sul mercato domestico quanto su quello internazionale anche per effetto di un crollo reputazionale del sistema Paese.

Se si vuole assicurare quotidianamente l’approvvigionamento alimentare dei cittadini, anche in caso di ulteriori inasprimenti delle restrizioni e misure sanitarie, la continuità dell’attività in capo alle aziende agricole non può essere messa in discussione né sospesa in alcun modo.

– La garanzia delle forniture alimentari non può infatti prescindere dal mantenimento e dalla salvaguardia del sistema imprenditoriale agricolo su tutto il territorio nazionale.

– È necessario introdurre le misure e gli strumenti che possano salvaguardare e garantire il flusso costante dei mezzi tecnici necessari al funzionamento dell’attività agricola.

–  Per assicurare il corretto funzionamento della filiera agroalimentare è necessario introdurre tutte le misure sanitarie necessarie a mettere tutti gli operatori in totalesicurezza così da poter svolgere il loro  lavoro.

– Mai come in questi giorni gli agricoltori italiani sono pronti a fare ogni sforzo possibile per assolvere le responsabilità sociali di cui sono investiti.

La Giunta Nazionale della CIA-Agricoltori italiani propone una serie di misure e impegni che puntano all’immediata gestione dell’emergenza e ad una prima possibile prospettiva di rilancio settoriale.

Documento Cia 12 marzo 2020

La Spesa in campagna: lettera agli associati sull’emergenza Covid-19

In questi giorni così difficili e pieni di preoccupazioni per la crisi coronavirus, la nostra associazione si è attivata con alcune importanti azioni che vorremmo portarvi a conoscenza:

– avviato da subito un costante confronto quotidiano con i membri del direttivo La Spesa in campagna (ricordiamo costituito da agricoltori) di tutte le regioni;

– Il nostro presidente nazionale Cia, Scanavino, e il direttore generale, Claudia Merlino, hanno ribadito con fermezza, al Governo ed in tutti i Tavoli di crisi istituzioni, la necessità di adottare misure straordinarie in favore del settore  agroalimentare: La sospensione immediata dei contributi previdenziali e dei mutui per le nostre aziende agricole e ogni tipo di misura attuabile per tutelare l’agricoltura, oggi ancora più in difficoltà. La richiesta al Ministro Bellanova di avviare, inizialmente per le aree dentro le zone rosse, la procedura di anticipo del 70% dei contributi Pac, una misura indispensabile per le imprese agricole, che garantirebbe loro liquidità, consentendo di programmare con più sicurezza le attività aziendali e affrontare più serenamente questo periodo di incertezza ed emergenza. Proroga dei termini di scadenza delle domande Pac e dei bandi PSR.
Finanziamenti regionali e nazionali per interventi atti alla  promozione del territorio e dei prodotti agricoli. La semplificazione delle procedure per il lavoro stagionale, introducendo maggiore flessibilità degli strumenti rispetto alla normativa vigente. Una detrazione fiscale per le famiglie, del 19% sulle spese per acquisto di prodotti agricoli e alimentari Dop e Igp e derivanti da agricoltura biologica.

– restiamo vigili sulle misure che il governo e le singole regioni hanno promesso di intraprendere;

– rimaniamo in attento ascolto, nel continuo evolversi della situazione, delle preoccupazioni e proposte dei nostri associati da portare immediatamente ai tavoli istituzionali: si registra un forte calo di domanda di ortofrutta, un sostanziale decremento del flusso dei clienti nei nostri mercati, non giungono richieste da parte dei ristoratori, dei negozi di frutta e verdura di prossimità. Le difficoltà per molte nostre aziende nel reperire sufficiente manodopera (molti operai stranieri sono tornati nei loro paesi o non se la sentono di venire in Italia, per la paura del coronavirus): abbiamo proposto di ripristinare l’utilizzo di voucher semplificati in agricoltura strumento che consente di impiegare nei lavori stagionali studenti, disoccupati, pensionati, garantendo trasparenza e reddito dignitoso. Il Governo dovrà prendere in considerazione i danni diretti e i tanti e non meno importanti danni indiretti che l’emergenza Coronavirus in atto sta producendo.

Il discorso dell’altra sera del Premier Giuseppe Conte (con il decreto che è entrato in vigore questa mattina) lascia pochissimi margini di azione – “le nostre abitudini vanno cambiate ora, dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a queste norme più stringenti”.
Queste ultime misure impongono a tutti noi l’assunzione di comportamenti responsabili e consapevoli, indispensabili per la tutela della propria salute e quella della collettività evitando che il contagio si diffonda.
Su questo punto è opportuno fare una premessa: la trasmissione dei coronavirus avviene generalmente per via aerea sotto forma di goccioline nebulizzate. Per venire contagiati è necessario un contatto ravvicinato con una persona infetta. Secondo lo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non ci sono ancora prove della possibilità che le persone siano infettate attraverso il contatto con prodotti alimentari. Liberiamo le merci e i prodotti agricoli dalla paura ‘surreale’ e irrazionale del coronavirus, rilanciando la sicurezza e la qualità dell’intera filiera agroalimentare del ‘made in Italy”.

Consigliamo a tutti i cittadini di evitare di andare a fare la spesa a meno di una reale necessità di approvvigionamento: “utilizzate prima i prodotti presenti nelle vostre dispense e nei freezer. Se accusate un banale raffreddore o pensate di essere stati a contatto con persone contagiate, Vi chiediamo gentilmente di pensare al vostro e al nostro bene e di restare a casa”.

Speriamo che i cittadini riscoprano le nostre botteghe, preferendole ai  supermercati  perché sicuramente meno affollati, vicini e che spesso non necessita l’utilizzo dell’auto. Per i pagamenti è preferibile l’uso delle carte al posto del contante e della moneta, potenziali trasmettitori di microbi.
Le nostre botteghe garantiscono un accesso contingentato  alle loro strutture, permettendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori.
Inoltre, offrono consegna a domicilio con prenotazioni – la vostra spesa verrà inserita e sigillata in apposite scatole di cartone.

Altrettanto sicuri sono i mercati all’aperto dei nostri agricoltori. Chiediamo la massima collaborazione della polizia municipale agli ingressi per garantire così un accesso contingentato, evitando il sovraffollamento.
Nei singoli stand, i nostri agricoltori chiederanno ai clienti il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Metteranno a disposizione dei clienti un dispenser di gel disinfettate o guanti monouso. I nostri operatori avranno cura di evitare forme di contatto fisico: evitare azioni quali strette di mano, o altro genere di azione che implica il contatto fisico con parti del corpo o indumenti degli avventori.

I nostri agricoltori e collaboratori che accedono ai mercati, attuano misure comportamentali di responsabilità come quello di non presentarsi nei casi in cui: si avvertono sintomi di natura influenzale, si è venuti a contatto con persone poste in stato di quarantena e altre situazioni considerate a rischio dalle Autorità competenti. Quando si starnutisce o si tossisce, occorre coprire bocca e naso con fazzoletti monouso. Se non si ha un fazzoletto, occorre usare la piega del gomito.
Tutti insieme accetteremo le restrizioni che inizialmente previste per le sole zone rosse, ora sono state estese a tutto il territorio nazionale, siamo certi che ci impegneremo ad offrire tutte le garanzie del caso e a contenere anche lo stato di confusione generato da ordinanze di difficile interpretazione già solo per il fatto di essere inedite.

Resteremo uniti, non ci arrenderemo.

Cordiali saluti

Il Presidente
Matteo Antonelli

P.03 Mar. 2020 – Lettera ai nostri associati la spesa in campagna su crisi coronavirus

Agriturismi: disposizioni per Emergenza COVID-19

L’attualità sta chiamando tutti a fare i conti con l’allerta scattata per la diffusione del Coronavirus (COVID-19). In questi giorni così difficili e pieni di preoccupazioni per la crisi coronavirus, la nostra associazione CIA Turismo Verde si è attivata con importanti azioni che vorremmo portarvi a conoscenza, anche alla luce del susseguirsi in questi ultimi giorni dei nuovi decreti che regolano la gestione dell’emergenza.

1 – ESERCIZIO ATTIVITA’ AGRITURISTICA

Alla luce del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020 informiamo che le strutture agrituristiche possono esercitare solo l’attività di alloggio, non possono più esercitare attività di somministrazione pasti a meno che non si svolga il servizio a domicilio; attività quest’ultima consentita all’attività agrituristica, nel rispetto delle prescrizioni in vigore: sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

Relativamente alla possibilità di sospendere l’attività e comunicarlo al Comune di competenza, come previsto dalla Legge Regionale 4/2009 art. 14 c.4 un periodo massimo di cinque giorni, si ritiene che tale normativa sia superata da quanto disposto dai Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

 2 – CIA TURISMO VERDE – PROPOSTE AL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA BELLANOVA 

Le richieste avanzate sono le seguenti:

– Differimento del pagamento dei contributi previdenziali e quelli dovuti dai datori di lavoro ai dipendenti, delle imposte dirette e indirette (come anche la stessa sospensione della Tari) per un periodo coincidente con il perdurare della crisi

– Sospensione del pagamento delle rate dei mutui

– Farsi portavoce verso il Miur per una rivalutazione da parte di quest’ultimo sui viaggi di istruzione, visite guidate e uscite didattiche

– Appena terminato il momento di crisi e tornati alla normalità, prevedere immediatamente un piano di promozione per l’agriturismo in Italia. Prevedendo al riguardo anche la possibilità che sia lo Stato a pagare la tassa di soggiorno.

3- GESTIONE MUTUI ATTIVI

La moratoria sui finanziamenti alle Pmi danneggiate dal coronavirus viene estesa ai prestiti in essere al 31 gennaio 2020. Lo prevede un addendum all’accordo 2019 siglato dall’Abi con le associazioni di rappresentanza delle imprese, che prolunga così la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti.

La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. Ed è applicabile – spiega l’Abi – alle operazioni a medio lungo termine, anche perfezionate tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In quest’ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.

Quanto all’allungamento dei prestiti, invece, viene stabilito che l’estensione della durata del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. È inoltre previsto che le banche, ove possibile, possano applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle messe nero su bianco nell’accordo stesso.

L’Abi e le associazioni delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le moratorie (forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale.

I giovani agricoltori romagnoli a Vienna

Un ritorno pieno di entusiasmo dal viaggio formativo-informativo a Vienna per i giovani di Agia Emilia Romagna. “Un viaggio unico, non pensavamo di visitare aziende cosi all’avanguardia, molto utile, siamo tornati con diversi spunti e idee – racconta Matteo Pagliarani, coordinatore Agia-Cia Romagna – un viaggio molto ben organizzato e proficuo. Oltre al valore formativo, con questa esperienza si è consolidato il rapporto umano tra i giovani di Cia, un aspetto non scontato; è ripesa la voglia di fare, di rimettersi insieme, di essere più partecipi. Dopo il viaggio hanno chiesto quando ci si incontra di nuovo e a quando un altro viaggio”. Tre anni fa, un gruppo di giovani studenti austriaci, nell’ambito di un viaggio-studio, visitarono alcune aziende agricole a Parma.
Dal 17 al 20 febbraio sono stati 16 imprenditori italiani a visitare la realtà agricola in Austria. “Il contatto è con un ragazzo dell’associazione di studenti Abo, che ha organizzato la visita in 4 aziende: due vitivinicole, di cui una all’interno di un centro storico; un’azienda orticola, che produce cassette con frutta e altri prodotti che consegna a domicilio, molto innovativa; e una multifunzionale, con 400 galline: commercializza uova con distributori automatici ed è dotata di una parte didattica che coinvolge 4.000 bambini all’anno”. Il viaggio è stato organizzato da Agia Emilia Romagna in collaborazione con Dinamica, con il contributo di Cia Romagna. “Ringrazio Cia per il sostegno e l’appoggio, non era scontato che si facesse, i partecipanti hanno potuto aderire con una quota irrisoria rispetto a tutta l’organizzazione che c’è dietro, è stata una bella soddisfazione”, conclude Pagliarani.

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