Agricoltura: evitare il cortocircuito

Gli argomenti sottoposti da Cia Romagna al Ministro Patuanelli nell’incontro svoltosi a Misano il 3 maggio 2022

Ambiente, alimentazione, sostenibilità, politiche green: il ministro delle Politiche agricole alimentari e Forestali Stefano Patuanelli nei giorni scorsi era in Romagna ed ha incontrato le categorie professionali agricole a Misano.

All’evento, organizzato dal gruppo Movimento 5 Stelle di Riccione, ha partecipato anche Cia Romagna con il presidente Danilo Misirocchi e il vicepresidente vicario Lorenzo Falcioni. Gli argomenti, fra i tanti che incombono, portati all’attenzione del Ministro Patuanelli sono:

Manodopera. È stato sottolineato come alla già grave situazione del reperimento di manodopera si aggiunga anche l‘insufficienza dell’assegnazione nell’ambito dei decreti relativi alla regolamentazione dei flussi migratori. Cia, oltre alla proposta di riassegnare i flussi anticipatamente rispetto a giugno, come previsto, chiede maggiore attenzione alle necessità territoriali. Cia Romagna ha sottolineato come ogni stagione abbia il suo lavoro stagionale e come questa sia una situazione con la quale l’agricoltura si misura costantemente: un problema di proporzioni tali che nell’ultimo periodo ci sono aziende che di fronte alla difficoltà di reperire manodopera arrivano persino a rinunciare a fare investimenti.

Acqua. Come noto, il riminese non ha una distribuzione irrigua: solo alcune parti della provincia possono accedere alla risorsa attingendo direttamente da falda. Attualmente il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) arriva fino a Rimini Nord e ci sarebbe la necessità del suo prolungamento fino a Cattolica per dare possibilità di fare agricoltura. Nel ribadire questa situazione è stata sottolineata l’importanza del progetto riguardante le ex cave della Valmarecchia per l’utilizzo come bacino di accumulo: ciò consentirebbe di irrigare circa 800 ettari di terreno nelle zone limitrofe. Si tratta di un’opportunità da cogliere per far fronte ai cambiamenti climatici. Il Ministero ha deliberato il finanziamento rientrante nelle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr); la Regione Emilia-Romagna ha espresso il proprio consenso. Manca solo l’ultimo miglio, che deve fare la Provincia di Rimini

Farm to Fork e Green Deal. Cia ha sottolineato che l’agricoltura nel territorio ha fatto tanto e intende fare ancora molto. Non solo produrre più cibo, ora che forse abbiamo capito quanto sia importante la sicurezza alimentare globale e una certa autonomia, ma anche produrre più energia da fonti rinnovabili. Tutti gli sforzi necessari, in chiave di produttività, efficienza e sostenibilità, gli agricoltori intendono farli perché si sentono “custodi della terra”. L’agricoltura gioca, infatti,un ruolo da protagonista per rispondere alle emergenze economiche, sociali e ambientali. Oggi il settore pesa solo il 7% sul totale delle emissioni prodotte ed è pronto ad affrontare anche la sfida del Green Deal sulla riduzione dell’uso del 50% degli agrofarmaci, a determinate condizioni: che i tempi vengano riparametrati alla nuova situazione creata dalla guerra in Ucraina e che i modi siano dettati da competenze e scienza, non dall’ideologia. Far fronte ai crescenti rischi fitosanitari con minor disponibilità di sostanze attive senza soluzioni alternative è un paradosso, ancor maggiore se poi si deve legare anche all’obiettivo di produrre di più.

Danni gelate. Dei 70 milioni di Euro stanziati per i danni causati dalle gelate 2020, 28 sono destinati alla nostra regione. Cia Romagna, insieme alle altre professionali presenti, si è fatta portavoce affinché possa essere velocizzato l’iter burocratico del secondo stanziamento. Fra le avversità è stata ricordata anche la fauna selvatica: l’invasione di cinghiali, ma non solo, l’allerta per il diffondersi della peste suina africana impongono urgentemente una riforma radicale della legge nazionale 157/92 con un serio confronto fra tutti gli attori coinvolti.

Embargo. Il settore agroalimentare è uno dei più colpiti dalle conseguenze dell’embargo in essere verso la Russia per la guerra in corso e l’economia agricola rischia il cortocircuito. Le imprese si trovano a lavorare in perdita: i prezzi non riescono più a coprire i costi di produzione, tra il+120% delle bollette energetiche, il carburante alle stelle e il costo dei fertilizzanti triplicato. Cia sottolinea la necessità che il settore primario sia accompagnato in questo scenario sempre più critico nei campi e sui mercati. Un settore già in affanno fra cambiamento climatico e fitopatie, che deve evitare di andare in pezzi.

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