Variante alla S.S. 16, chiesto ufficialmente un incontro alle istituzioni

Cia Romagna e Confagricoltura: no allo spezzettamento selvaggio dei fondi, tutelare le aziende e tutto il territorio

Sulla variante alla S.S. 16 Adriatica nel tratto Bellaria – Rimini Nord è necessario un confronto chiaritore. Lo chiedono Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, e Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, in una lettera congiunta inviata all’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, al presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, al Comune di Rimini e all’Anas.

Cia Romagna e Confagricoltura non mettono in dubbio l’importanza della realizzazione della variante alla SS16, specificano i presidenti. “Auspichiamo anzi che sia realizzata per garantire al territorio un adeguato sviluppo. Ma riteniamo che una struttura così importante ed irrinunciabile dovesse essere e debba tuttora essere oggetto di confronto con le rappresentanze agricole, a tutela del territorio e del lavoro di tante imprese che rischiano la chiusura permanente per mancanza di sensibilità e attenzione progettuale”.

Il tracciato della variante presentato più di dieci anni fa riguardava un centinaio di aziende agricole e nella scorsa primavera gli agricoltori avevano ricevuto la comunicazione dell’inizio dei sondaggi e dei picchettamenti da parte della ditta incaricata. A suo tempo, le rappresentanze agricole avevano avanzato numerosi rilievi in merito all’impatto devastante e all’enorme consumo di suolo che l’opera avrebbe comportato, chiedendo modifiche al tracciato per un impatto decisamente minore sul territorio agricolo, alle quali però non avevano avuto nessun riscontro.

Le associazioni ricordano di avere potuto prendere visione del progetto definitivo della variante solo in una recente riunione a cui hanno partecipato diversi enti in indirizzo, e solo sommariamente. “Abbiamo ottenuto l’invio del tracciato, nel quale si evidenzia a nostro parere che il percorso stradale infligge una profonda ferita al territorio agricolo interessato. Non possiamo non sottolineare e lamentare una cecità progettuale in diverse situazioni: la mancata verifica dello spezzettamento aziendale, che in diversi casi può ancora oggi essere evitato, permettendo la sopravvivenza di diverse aziende agricole; la viabilità minore, che con piccoli accorgimenti può garantire percorsi alternativi che non intasino la Nuova ss16 con mezzi agricoli; il corretto sgrondo delle acque piovane, che rischia altrimenti di causare allagamenti che potrebbero essere letali per le coltivazioni e dannosi per la stessa infrastruttura stradale”.

Da tali osservazioni nasce quindi la richiesta di un incontro chiaritore, in cui Cia Romagna e Confagricoltura intendono esprimere le loro perplessità sullo spezzettamento “selvaggio” dei fondi agricoli che sarebbe causato dall’infrastruttura e dai suoi svincoli in base all’attuale progetto. Le associazioni chiedono inoltre la sospensione dei carotaggi e una verifica del consumo del territorio e della tutela ambientale, a tutela delle aziende associate e di tutto il mondo agricolo, dello sviluppo del territorio e della comunità della provincia riminese. 

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