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Cia Ferrara: sui prezzi dei cereali al palo e i redditi in rosso incombe l’accordo Mercosur

L’associazione denuncia, anche alla luce del maxi-sequestro di cereali di Reggiolo, le difficoltà del comparto e i rischi concreti per il consumatore

Ferrara, 9 maggio 2026 – “Come finiranno le aziende cerealicole che producono il nostro grano di qualità? E i consumatori potranno ancora comprare un sacco di farina o un pacco di pasta senza pensare che potrebbe essere prodotto con grano scadente? – se lo chiede Jennifer Felloni, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara alla luce si una situazione internazionale sempre più complessa.

Il settore agricolo italiano, infatti, sta attraversando una fase di profonda criticità, strozzato da una crisi economica che vede i prezzi dei cereali ormai “fermi al palo”. Secondo i dati diffusi anche da Ismea, nei primi mesi del 2026, le quotazioni del grano in Italia hanno mostrato una preoccupante tendenza al ribasso, con il grano duro che si attesta tra i 250 e i 300 €/t: una stagnazione dei redditi mette a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende agricole,

Ad aggravare questo scenario già complesso è l’entrata in vigore, seppur in via provvisoria dal 1° maggio 2026, dell’accordo UE-Mercosur. Tale intesa facilita l’importazione di prodotti agricoli dal Sud America, come il frumento argentino, a dazi ridotti o nulli, creando una pressione insostenibile sul mercato interno. Sin dall’inizio Cia – Agricoltori Italiani esprime forte preoccupazione per la mancanza di clausole di salvaguardia adeguate perché l’attuale misura, che scatta solo dopo un aumento dell’import superiore al 5% annuo, è ritenuta insufficiente a proteggere i produttori dalla concorrenza sleale di paesi con standard ambientali e sanitari differenti, dove è permesso l’uso di sostanze come il glufosinate ammonio o la coltivazione di OGM.

“Il rischio concreto – continua Felloni – è che l’arrivo di prodotti di bassa qualità diventi una pratica standardizzata, minando la sicurezza alimentare dei cittadini. Un esempio emblematico dei pericoli legati a prodotti d’importazione non adeguatamente controllati è il recente maxi-sequestro avvenuto a Reggiolo, dove sono state bloccate oltre 90 tonnellate di cereali e legumi provenienti proprio dal Sud America. La merce, del valore di circa 200 mila euro, era stoccata in magazzini invasi da roditori vivi ed escrementi, in condizioni totalmente incompatibili con la salute pubblica e priva della necessaria tracciabilità. Siamo estremamente preoccupati per la tenuta del nostro comparto, con i prezzi dei cereali bloccati e l’apertura indiscriminata ai mercati del Mercosur. Il rischio è di ritrovarsi prodotti importati a basso costo che entrano in Italia senza controlli rigorosi e clausole di salvaguardia forti, condannando le nostre aziende agricole a non avere più redditi adeguati ed esponendo i consumatori al rischio di essere costretti a mangiare prodotti insalubri e pericolosi, coltivati e conservati senza il rispetto dei nostri elevatissimi standard qualitativi”.

Cia Ferrara ribadisce la necessità di un sistema di controlli rigoroso lungo tutta la filiera, come auspicato anche dalle autorità competenti, per evitare che prodotti privi di tracciabilità e conservati in condizioni igieniche compromesse trovino spazio nel mercato agroalimentare italiano.

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