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Agrinsieme Ferrara lancia una grande mobilitazione “di filiera”

FERRARA, 18 dicembre 2019 – “Nessuna possibilità che al settore agricolo siano destinate più risorse a breve termine, per superare la crisi di liquidità che lo attraversa, nessuna data certa per la sospensione dei mutui o del pagamento degli oneri previdenziali.  Vista questa profonda mancanza di attenzione, andremo avanti con una grande mobilitazione che coinvolgerà tutte le province frutticole, della nostra Regione e non, che vorranno aderire” – commenta Stefano Calderoni, coordinatore di Agrinsieme Ferrara.

Il coordinamento che unisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari esprime grande delusione per la mancanza di soluzioni e risposte concrete da parte di Governo e Parlamento, dopo gli incontri al ministero delle Politiche Agricole e con i due presidenti delle Commissioni Agricoltura di Senato e Camera dei Deputati. La delegazione di Agrinsieme aveva chiesto un aumento dei contributi a sostegno del reddito di agricoltori e cooperative agroalimentari, perché gli 80 milioni di euro in tre anni destinati al settore, promessi dalla ministra Bellanova a settembre, erano subito sembrati insufficienti. Delusione anche per il mancato interesse da parte dei parlamentari del territorio che, pur conoscendo la situazione non sono intervenuti attivamente. Una mancata vicinanza istituzionale pesante, che Agrinsieme si augura verrà colmata, con una maggiora presenza e proposte concrete a livello parlamentare.

“Nel Nord Italia e solo per le pere si attestano danni per 267 milioni di euro – continua Calderoni – e una perdita occupazionale in tutto il comparto valutata in oltre 337.000 giornate/uomo (dati CSO Italy). Non è pensabile che 80 milioni di euro in tre anni bastino a risollevare la nostra frutticoltura, che rischia concretamente di sparire. E credo che quella cifra sia l’unica che verrà stanziata, perché è stata posta la fiducia sul maxi emendamento della maggioranza e non c’è spazio per ulteriori provvedimenti. Nessuna data certa poi per la sospensione dei mutui, dopo la conferenza con Abi (Associazione Bancaria Italiana), tantomeno per il pagamento degli oneri previdenziali che le aziende in crisi continuano a pagare.  Fa rabbia, inoltre, vedere come il Governo abbia risolto in pochi giorni problemi sicuramente rilevanti come il crac della Banca Popolare di Bari e non sia stato in grado, sinora, di risolvere la crisi, ormai strutturale, di un settore così cruciale per il nostro Paese. Perché – si chiede Calderoni – un agricoltore, una cooperativa agricola, un lavoratore agricolo valgono meno di una banca? Salvaguardare i risparmiatori è importante, ma le nostre filiere non lo sono altrettanto?”

Agrinsieme Ferrara sta già organizzando una mobilitazione, che non si limiterà a portare in piazza i produttori ferraresi, ma ha l’obiettivo di coinvolgere le filiere frutticole di tutte le province colpite dai problemi fitosanitari.

“Questa sarà una mobilitazione aperta e globale – spiega il coordinamento di Agrinsieme. Aperta a tutti i produttori di tutte le associazioni delle zone colpite, perché i grandi danni produttivi nell’ultimo anno non hanno fatto distinzioni di colore o bandiere. Aperta al mondo agroindustriale, alle cooperative che si sono trovate senza prodotto da trasformare o commercializzare, ai sindacati agricoli, perché il calo occupazionale e la difficoltà a raggiungere il numero di giornate è un problema grave per l’intero indotto economico del territorio. Vogliamo dare un segnale forte e chiamare in piazza tutta la filiera, per dimostrare che il valore inestimabile del settore non può nuovamente essere sottovalutato”.

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